Non si tratta di una chiusura definitiva del negozio, ma di un sostanziale ridimensionamento dello spazio: da sette vetrine su Piazza Duomo, Torrini ne avra' soltanto una
Firenze, 22 febbraio 2012 - La crisi economica si abbatte su un'altra storica insegna di Firenze, la gioielleria Torrini, che trae le sue origini nel lontano 1369 quando Jacopus Turini registro' il marchio presso la Corporazione dei Fabbri Ferrai, Chiodaioli e Corazzai di Firenze.
Non si tratta di una chiusura definitiva del negozio, ma di un sostanziale ridimensionamento dello spazio: da sette vetrine su Piazza Duomo, Torrini ne avra' soltanto una. Tutta colpa della crisi economica, dell'incontrollabile aumento del prezzo dell'oro con la conseguente caduta degli ordinativi e del fatturato. Infatti il ridimensionamento di Torrini e' dovuto al fallimento della societa' Lorenzo Venti, dal 1977 licenziataria del marchio. La licenza, scaduta il 31 dicembre 2009, non e' mai stata rinnovata, cosi' per i 14 dipendenti della societa' e' arrivato l'annuncio del licenziamento prima e poi la cassa integrazione, prorogata fino al 30 aprile 2012.
Per vedere la nuova vetrina di Torrini (il cui negozio e marchio saranno gestiti dalla nuova societa' Tifran Gioielli) bisognera' aspettare settembre 2012. Era dal 1985 che Torrini aveva sette vetrine su Piazza Duomo, una boutique che si era ingrandita col tempo grazie all'incremento delle vendite a livello globale. Torrini fu tra i primi marchi a partecipare a Pitti Donna, il salone dedicato alle collezioni femminili, era il 1970 e Firenze era ancora ritenuta la capitale della moda.
Pochi anni dopo, nel 1975, collaborando con il maestro Cagli, Torrini ha realizzato preziose decorazioni per un altare in Vaticano e nel 2000 ha disegnato lo speciale orologio Jubileum. Per anni ha collaborato con marchi del calibro di Gucci, Rolex e De Beers e realizzato alcuni preziosi per le famiglie reali europee. Ma ora le cose sono cambiate, a Firenze continuano ad abbassarsi le saracinesche di storiche 'botteghe artigiane' e boutique di lusso, vittime della crisi economica e della diminuzione del turismo d'elite.