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Betori e la cattedra del Fiore

di Michele Brancale

Betori riceve dal Papa la nomina cardinalizia
Betori riceve dal Papa la nomina cardinalizia

Firenze, 20 febbraio 2012 - Roma delle distanze porta il mondo intero tra le colonne del Bernini, in piazza San Pietro. ‘Caput mundi’ è un titolo vero e lo sguardo su chi attende di salutare i nuovi cardinali creati da Benedetto XVI abbraccia questo mistero che si dona da duemila anni lievitando, lungo i secoli, nei cinque continenti, soppiantandone la radice imperiale e innestandovi quella del Vangelo tra le correnti profonde e spesso tempestose della storia: indiani, cinesi, statunitensi…e anche fiorentini, folignati, romani, umbri e toscani, fedeli e amici del neocardinale Giuseppe Betori, espressivi – a maggior ragione dopo una stagione non breve di dispersione nazionale – di quella tendenza unitiva che fa dall’italianità una forza mite e simpatica.

 

I cristiani, dice un celebre testo, vivono una “meravigliosa e paradossale vita associata”, “abitano una loro rispettiva patria, ma vi sono come pellegrini; prendono parte a tutti gli obblighi come cittadini, ma tutto sopportano come stranieri; ogni terra straniera è patria per loro, ogni patria è terra straniera”. Le espressioni liturgiche e di vita ecclesiale, che hanno accompagnato queste due prime giornate dei nuovi cardinali, richiamano una visione d’insieme, come quel fiume di persone che era in San Pietro e ieri sera in Santa Maria del Fiore (con i vescovi toscani).

 


La geografia e le circostanze richiamano tante suggestioni, quasi un soliloquio che mette insieme cose diverse. Sotto il cielo di Roma i passi di Zanobi suddiacono del Papa e poi vescovo di Florentia. il suo miracolo di guarigione a Trastevere... Sabato pomeriggio il cielo plumbeo di Roma, percorso dai gabbiani, uno sfondo giallastro che sembra evidenziare la pioggia imminente… Non doveva essere diverso il cielo di Firenze quando Paolo VI - l’aula in cui si sono svolti gli incontri con i neocardinali sono dedicate proprio a Montini, così legato a Firenze lungo quella direttrice fortunata che tiene Firenze legata a Milano, Bologna, Roma e Napoli - raggiunse la città alluvionata. Circostanza ben diversa da quella volta in cui, cardinale di Milano, Montini venne a tenere un discorso per la missione cristiana nella città del fiore. Immancabile, con lui, La Pira. Nella prima riunione del “senato” del Papa, durante la quale Benedetto XVI ha proceduto alla canonizzazione di alcuni beati, forse si è affacciato il pensiero su La Pira, Facibeni, su quella tradizione di santità peculiare che Betori ha valorizzato in questi anni.


C’è un tratto, tra gli altri, di questa tradizione che emerge. L’arcivescovo di Firenze ha irrobustito l’accoglienza ai poveri della città – che, oggi, con tanti immigrati, sono i poveri del mondo - evidenziando una particolare sensibilità alle loro domande, quell’abbraccio delicato e reale che caratterizza la ‘Madonna Ersoch’ del Duomo, così amata da Betori, raffigurata nel cartoncino donato ai visitatori con un’espressione del cardinale Elia Dalla Costa: “Il rosso dell’abito cardinalizio, nel suo muto ma eloquente linguaggio, mi ripeterà assiduamente il precetto divino: ‘Amerai Iddio’. Il fiammeggiante rosso della porpora mi ripeterà perennemente con insistente voce: ‘Ama il tuo prossimo e soprattutto ama il popolo fiorentino che è il popolo tuo’”.

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