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Sos freddo, proteste al liceo Pascoli Termosifoni ko in aula

Nuova allerta meteo, strade ghiacciate in provincia

Da dicembre la classe è costretta ad arrangiarsi

Freddo e maltempo a Firenze
Freddo e maltempo a Firenze

Firenze, 6 febbraio 2012 - Stamani qualcuna delle studentesse potrebbe presentarsi in classe con una coperta. Con queste temperature polari, stare cinque ore sedute in un’aula non riscaldata è un’impresa difficile. Ma da dicembre una quarta del liceo Pascoli è costretta ad arrangiarsi. Nell’istituto il riscaldamento funziona, ma in quella classe i termosifoni non ne vogliono sapere di fare il loro dovere. «Nei giorni scorsi le nostre figlie hanno studiato coi cappotti e i cappelli. Ma non possono andare avanti così», protestano alcuni genitori. Nell’aria c’era anche l’idea di non entrare in classe per protesta. Due giorni fa alcuni rappresentanti dei genitori sono andati al Pascoli per parlare con la preside Elisabetta Bonalumi. Ma non c’era.

 

L’incontro è dunque rimandato a stamattina, quando dovrebbe presentarsi anche il tecnico. «Lo aspettiamo per le 7 – fanno sapere dal liceo -. In questo periodo non siamo certo rimasti con le mani in mano. Ci siamo attivati in base alle normali procedure. E abbiamo pure sollecitato l’intervento». Le studentesse però si sentono «un po’ abbandonate». Prima delle vacanze di Natale hanno scritto due lettere alla direzione dell’istituto per segnalare il problema. Non basta. Hanno pure proposto di essere trasferite in un laboratorio, almeno per questo periodo di freddo eccezionale. Ma nulla, finora, è stato fatto per alleviare il loro disagio. «Capiamo che la burocrazia abbia i suoi tempi, ma ci pare che il guasto si stia protraendo ogni oltre misura», protestano i genitori. Casca dalle nuvole l’assessore provinciale Giovanni Di Fede: «Mi occuperò personalmente della questione. Questo ritardo però mi soprende. Il sistema di richiesta di intervento da parte delle scuole funziona egregiamente. Gli istituti comunicano i guasti o via pc oppure chiamando direttamente i tecnici. Se il problema è facilmente risolvibile, massimo entro 24 ore tutto viene sistemato. Diverso è il caso ad esempio dell’Agnoletti di Sesto, dove la caldaia non funziona come dovrebbe. Lì, la situazione è chiaramente più complicata».

Elettra Gullè

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