Firenze / Arezzo / Empoli / Grosseto / La Spezia / Livorno / Lucca / Massa Carrara / Montecatini / Pisa / Pontedera / Pistoia / Prato / Sarzana / Siena / Viareggio / Toscana / Umbria

L'anno delle scelte

Buona domenica, di Tommaso Strambi

 

 

Siena, 24 gennaio 2012 - LA STORIA è da sempre maestra di vita. Anche se, talvolta, siamo propensi a dimenticarcene. Presi, come siamo, nele vortice della quotidianità. Eppure quante riflessioni e spunti ci offrono i tempi che furono. Così, in questi giorni in cui ci si interroga sul futuro, siamo andati indietro nel tempo a sfogliare anche le pagine di questo giornale che, da oltre centocinquata anni, racconta la storia della sua comunità. Ed ecco che, sotto gli occhi, ci è capitato un intervento del professor Mauro Barni, pubblicato, su queste colonne, il 10 gennaio del 1988. Una riflessione, a voce alta, intitolata «Quel malessere oscuro che frena la città». Anche allora ci si interrogava sul futuro di questa città.

 

«Nelle fasi di passaggio, di guado - evidenziava l'ex rettore e sindaco - è tuttavia pericoloso inseguire il particolare ed il contingente senza una preventiva riflessione sul modo di essere dell'oggetto delle nostre cure e delle nostre passioni, sullo stato della città. Ed dev'essere una riflessione non immediatamente deviata verso nuclei di interesse personale o di gruppo, non inquinata da risentimenti o da rimpianti, non resa ermetica da segnali, da avvertimenti, da quei marchingegni, insomma, cifrati tanto in auge, oggi. Ci sono d'altronde non piccoli nodi da sciogliere, non trascurabili motivi di induzione progettuale per il nostro domani civico (e quindi economico, sociale, culturale, di qualità stessa della vita), che l'interventismo pubblicistico di questi ultimi giorni non contribuisce di certo a chiarire, in quanto spesso viziato da settorialismo».

 

A rileggere questi passaggi calzano a pennello a quanto stiamo vivendo ora. Soprattutto se, proseguendo nella lettura, guardiamo quali sono i nodi a cui fa riferimento il professor Barni. «...le voci sullo statuto del Monte (che ricorrrono ogni decennio) non debbono allarmare più di tanto, né la vita asssociativa della Contrada può essere confidata solo ad un ipotetico riassetto distributivo del territorio. Ed ancora il sovraffollamento universitario, le difficoltà di finanziamento del Policlinico e nel parallelo decollo del Santa Maria della Scala, le remore alle iniziative culturali indotte dalla impraticabilità ambientale (teatri, auditorium, ect)... sono fatti gravi in se stessi, ma sono soprattutto epefenomeni di una malattia che è soprattutto senese e di cui vanno non tanto elencati i sintomi, quanto le cause e i rimedi». Oggi quei nodi si manifestano in modo diverso: il dissesto economico dell'Università, la crisi debitoria della Fondazione Mps, le sfide del Monte in un contesto internazionale non facile, le modifiche al Protocollo dei cavalli. Del resto sono passati 24 anni.

 

Ma quel «malessere» evocato dal professor Barni sembra albergare ancora da queste parti. Due, in particolare, sembrano le patologie, già all'epoca, individuate dall'ex rettore e sindaco: «il distacco dal pubblico e l'incistamento egoistico nel privato». Ma oggi, più di allora, devono essere debellati, sconfitti attraverso l'antibiotico della partecipazione, della condivisione, del confronto anche aspro ma costruttivo. «Tutta la città - concludeva Barni - deve crescere con le sue istituzioni, deve sentirne il significato promozionale, dare uomini e cuore alla difesa di una fisionomia che non è solo retaggio per orgogliosi abbandoni ma un 'giacimento' potenzialmente produttivo di benessere e di crescita al tempo nuovo». Una sfida che il professor Barni lanciava 24 anni fa, ma decisamente attuale anche in questo 2012. L'anno delle scelte. L'anno in cui più che nel passato c'è da mettere in campo le energie migliori per governare una fase di passaggio, una situazione di crisi, consapevoli che gli «interessi di parte e di gruppo» devono lasciare spazio agli interessi della comunità. Per il sindaco, Franco Ceccuzzi, e il presidente della Provincia, Simone Bezzini, Siena e il suo territorio «hanno i numeri per guardare al futuro». Ed è così. Solo che non è più tempo delle attese. Occorre agire e bene. Con capacità e competenza, merito ed entusiasmo. Siamo veramente pronti a raccogliere la sfida?

Buona domenica.

Tommaso Strambi

Pubblicità locale
Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by