Firenze, 10 agosto 2011 - SOLO due righe per esternare il mio disappunto per avere impegnato le prime tre pagine del quotidiano di lunedì alla triste vicenda di Melania Rea: nella situazione nella quale il Paese si trova sono altre le notizie da prima pagina.
M. Marconi, Siena

SONO rimasto turbato dalla rilevanza data all’omicidio della bella Melania, con particolari e foto che possono turbare la sensibilità dei lettori. Tutto sembra accusare il marito, innocente fino a sentenza definitiva.
Patrizio Pesce, Livorno

 

Risponde il direttore de La Nazione Mauro Tedeschini

 

RUBRICHE come queste servono proprio a confrontarsi sulle scelte che la Redazione compie ogni giorno: nel caso dell’edizione di lunedì, l’ampio spazio dedicato all’omicidio di Melania Rea si giustificava con il materiale esclusivo di cui il nostro quotidiano disponeva, con un reportage che non a caso è stato ripreso da molti telegiornali. Il tutto stando ben attenti a non pubblicare immagini truculente, che non fanno parte del nostro stile. Quanto alla colpevolezza o meno di Salvatore Parolisi, giusto l’invito ad evitare processi di piazza e ad aspettare un giudizio vero. Al di là del delitto, però, una sentenza di colpevolezza mi sento già di emetterla: come si può accettare tutto quello che avveniva all’interno di quella caserma quando i commilitoni del caporalmaggiore ogni giorno rischiano la pelle a Herat e dintorni? Non solo sull’omicidio bisognerà fare piena luce, ma anche su comportamenti che rischiano di disonorare una divisa portata con ben altra dignità dai nostri ragazzi in Afghanistan.
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