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Se il buonsenso evita le cause: in campo i mediatori di dialogo

Liti dalla famiglia al condominio agli animali, ecco come si interviene

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Firenze, maggio 2011 - IL CANE del vicino che abbaia troppo. Quelli al piano di sopra che litigano la notte. I fratelli che non vogliono pagare la loro parte. L’amministratore di condominio che fa la cresta sui conti. Ecco, comincia da cose così la gran parte dei conflitti che occupano non solo la vita di molti di noi ma anche le stanze degli avvocati, dei giudici, degli assistenti sociali, degli psicologi. Liti e dissidi che fanno girare un enorme quantità di denaro e che non di rado – come ci raccontano i dati sui crimini dell’Istat – finiscono nel sangue. Si può evitare tanta litigiosità? Si può convogliare altrove il fiume di veleno e di denaro che scorre fra gli esseri umani? Si può. Compie giusto un anno il servizio di mediazione sociale che grazie a Pierluigi Vigna, che coordina l’ufficio Città Sicura del Comune, ha uno sportello in ogni quartiere. Un servizio che le altre città non hanno, che è gratuito, che nel novanta per cento dei casi ha successo, e di cui molti fiorentini, però, non sono a conoscenza. E allora abbiamo chiesto a Paola Sanchez Moreno, la giovane giurista che lo presiede, di raccontarcelo.
 

 

Funziona così: chiunque entri in conflitto con un altro cittadino per qualsiasi (privato) motivo, prima di rovinarsi il fegato e soprattutto prima di intentare una causa che come minimo non porta a niente e come massimo costa soldi e tempo, può bussare a uno di questi sportelli e chiedere aiuto. Troverà un gruppo di operatori – tutti giuristi o addirittura mediatori familiari - pronti a tentare una mediazione. “Noi ascoltiamo e poi chiamiamo l’altro soggetto interessato – spiega Paola Sanchez Moreno - E l’esperienza dimostra che, se l’incontro avviene, il successo è quasi sempre assicurato”.
Ed è incredibile come basti poco, il più delle volte, a sgonfiare rabbie e rancori che covano nel silenzio e spesso negli equivoci. E’ il caso della signora che dopo molti mesi in cui sopportava intimorita e preoccupata i violenti litigi dei vicini di casa ha scoperto, grazie a questi incontri, che i litigi erano schermaglie d’amore e che la coppia – non sapendo che le pareti fossero così permeabili – era più che disponibile ad abbassare i toni. O il gruppo di fratelli che avevano proiettato tutte le loro insoddisfazioni post eredità su un cancello in comune, di cui alcuni non volevano pagare la verniciatura: ci sono volute molte riunioni, ma è probabile che il buon esito raggiunto dall’ufficio mediazione abbia davvero evitato qualche fatto di sangue.
“Due cose dividono gli uomini – ricorda Pierluigi Vigna, il magistrato che ha voluto questo servizio – le guerre e le sentenze, che portano entrambe al risultato di un vinto e di un vincitore”. Ma è un virus culturale, questo, che ammala le comunità. “Non sempre la ragione è il torto sono separabili così nettamente - spiega – e cercare la via della mediazione, anziché quella della causa o della denuncia, porta a cambiare mentalità, insegna l’apertura mentale e il dialogo”.
 

 

Gli sportelli che lavorano meglio e di più sono quelli dove si è creato un buon rapporto di collaborazione con le forze dell’ordine, in particolare vigili urbani e carabinieri, i primi a venire a conoscenza dei dissidi fra cittadini. E il quartiere in cui viene maggiormente utilizzato il servizio è il 4, dove la comunità è viva, litigiosa, ma ha fiducia nell’aiuto dell’istituzione pubblica. 

 

Aspettiamo che anche altre città seguano questo esempio.

 

"TROVARE UN ACCORDO E USCIRE DALLA LOGICA DEL VINTO E VINCITORE". PARLA PIER LUIGI VIGNA, IL MAGISTRATO CHE HA VOLUTO IL SERVIZIO

 

E’ STATO il procuratore Pierluigi Vigna, in pensione dopo una vita molto intensa da magistrato antimafia, a volere questo servizio gratuito di mediazione a disposizione dei cittadini.
Per avviarlo ha chiesto la collaborazione degli operatori di “L’altro diritto”, un’organizzazione presieduta dal giurista Emilio Santoro e nata molti anni fa per offrire consulenze extragiudiziarie gratuite a chi non può permettersi di pagarle, come gli immigrati o i carcerati.
 

 

DAL 2004 questa organizzazione di volontari – tutti giuristi – collabora anche con il giudice di pace per risolvere le situazione conflittuali prima che finiscano davanti al giudice. “Si tratta di persone serie e preparate – spiega Vigna – e con principi molto rigidi come l’obbligo alla segretezza e il divieto di utilizzare questi casi per raccogliere clienti negli eventuali uffici privati”. Per Vigna si chiude un cerchio.
 

 

LUI STESSO racconta che la prima volta che fu messo di turno come giudice d’urgenza, il giorno di Pasqua del lontano 1960, si trovò ad affrontare il caso di un giovane che uccise il patrigno per un’offesa verbale. “Una tragedia nata dal nulla - ricorda - che se fosse stata presa in tempo e seguita da buoni operatori avrebbe potuto essere evitata”.
 

 

L’ITALIA, dice ancora Vigna, è uno dei Paesi con il più alto numero di denuncie e cause. “Una mentalità sbagliata - conclude - perchè porta a pensare che ci sia sempre un vinto e un vincitore. Bisogna invece aprirsi all’altro punto di vista e attraverso il dialogo cercare un accordo”. E, mai come in questi casi, tentar non nuoce.
 

 

COME CONTATTARE I MEDIATORI

Centro e Q. 2

Ecco l’elenco degli sportelli a cui rivolgersi nel caso di conflitto fra privati. Gli uffici sono dislocati nelle sedi dei diversi quartieri cittadini.
Per il Quartiere 1: Centro anziani San Jacopino (Via delle Carra 4), telefono 055.333439 (giovedì 9-12,30). Quartiere 2: via della Luna 16, telefono 055.667707 (venerdì 14-17,30).
 

Periferia

Ecco gli altri indirizzi utili.
Nel Quartiere 3 ci si può rivolgere al Centro Polivalente Il Porto (Piazza Elia della Costa 3), telefono 055.6813028 (venerdì 9,30-13). Quartiere 4: Villa Vogel (via delle Torri 23), telefono 055.2767138. Quartiere 5: via Reginaldo Giuliani 115/N, telefono 055.430144 (lunedì 14-17,30).
 

geraldina.fiechter@lanazione.net


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