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Case popolari
nelle liste il 43%
di extracomunitari

Tra le 2228 domande presentate, quelle ammesse sono 1783. Escluse 445 famiglie

Case popolari: nelle liste oltre il 40% di extracomunitari. L'assessore: "Cittadini come noi". Cosa ne pensi?

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Firenze, 28 aprile 2011 - SONO circa 1300 quelli che sperano di poter accedere all’assegnazione di un alloggio di Edilizia residenziale pubblica. Sono infatti stati pubblicati sulla rete civica del Comune (www.comune.firenze.it) gli elenchi provvisori degli ammessi e degli esclusi relativi al bando integrativo 2010. Le domande presentate sono state 2228 e gli ammessi a oggi (si attendono possibili ricorsi) sono 1783, ma si scende a 1300 perché le altre domande sono integrazioni di quelle del 2008 (arrivate a quota 2849).

 

Gli esclusi, che non hanno i requisiti sono 445. Tra gli ammessi ci sono 157 anziani soli, 244 nuclei familiari numerosi (5 o più persone), 314 genitori soli con figli a carico e 59 giovani coppie. Sono addirittura 334 i nuclei che hanno a carico un provvedimento di sfratto e di questi 214 hanno già ricevuto il preavviso. Il Comune — come ha sottolineato l’assessore alla casa, Claudio Fantoni — "prevederà, come è noto, all’interno della graduatoria definitiva, apposite ‘riserve’ per gli anziani soli, le giovani coppie e i nuclei familiari sottoposti a sfratto".

 


Esiste anche un ‘problema’ legato all’aumento di stranieri (il 43,47%) nelle liste, anche se sono tutte persone che hanno diritto a poter concorrere. Ma è necessario anche sfatare un luogo comune secondo il quale ‘le case sono date solo agli stranieri’. "Nelle assegnazioni totali — conferma l’assessore — solo nel 9,53% dei casi ne hanno beneficiato gli stranieri. Di questi il 6,12 extracomunitari e il 3,41 comunitari". Come dire, nessuna corsia preferenziale, ma "una profonda attenzione a risolvere l’emergenza abitativa, senza affidarsi alla demagogia dell’accoglienza a ogni coso o all’esatto opposto con derive xenofobe" che fino ad ora hanno guidato certe affermazioni della classe politica.

 

"La modifica apportata dalla Regione Toscana per l’assegnazione dei punteggi in graduatoria — spiega Fantoni —, prevede che si tenga conto della storicità della domanda. Quindi se una persona da più anni è in graduatoria in attesa di un alloggio popolare arriva a ottenere anche un punto in più. Modifica che va nella direzione giusta per trovare un equilibrio tra quello che è il principio di accoglienza, ma anche quello che è un principio di governo dei processi di integrazione e soprattutto che nessuno in realtà subisca un fenomeno di espulsione. Mi spiego: ‘tu non riceverai nessun tipo di risposta perché è arrivato qualcuno che ha più bisogno di te. E’ arrivato ieri, ma ti passa avanti’. Non sarà così. Si tratta non di scegliere tra un’opzione radicale da una parte o dall’altra, ma di trovare un giusto equilibrio. La modifica va nella direzione giusta anche se non so se ci sarà l’equilibrio cercato. Certamente uno strumento in più che comunque bisognerà certamente monitorare per valutarne gli effetti. Non si può fare come abbiamo fatto fino a ieri lasciando che le cose andassero un po’ casualmente".

 


Già, perché la ‘politica della casa’ ha bisogno "di essere governata con gradissima attenzione perché sono uno strumento di assoluta priorità per i cittadini italiani che si trovano in situazioni di difficoltà e sono altrettanto uno strumento per garantire i processi di integrazione per i cittadini stranieri che vengono qua. Se non troviamo il giusto equilibrio va tutto all’aria e produciamo degli effetti distorti. questo è un problmea che riguarda italiani e stranieri. Se noi non teniamo conto da quanto uno vive a Firenze , in cui dopo decenni ha radicato affetti e le proprie possibilità di lavoro rischiamo di dirgli ‘vai a trovare una soluzione altrove’ perché c’è sempre qualcuno che ti scavalchi". Su un punto Fantoni insiste: "L’accoglienza non prevede l’assegnazione di un alloggio sociale. Si da a chi in qualche modo radica nella città la propria esperienza. E deve fare parte di un percorso anche di integrazione, oppure una risposta a chi è già integrato in questa città".

 


Tornando al bando, che risale all’autunno scorso con due anni di anticipo rispetto a quello ‘ordinario’ per soccorrere le famiglie dopo la recente crisi economica, ma anche per venire incontro a nuovi bisogni emergenti. Fino al 26 maggio 2011 si può presentare ricorso, con il modulo disponibile anch’esso in rete civica). Di queste scadenze e modalità è già stata inoltrata comunicazione personale per posta a tutti i partecipanti.

 


La graduatoria definitiva – che sarà predisposta “integrando” la vigente graduatoria del Bando Erp 2008 con gli aggiornamenti della situazione dei nuclei già presenti o con l’inserimento di nuclei nuovi - sarà dunque disponibile dopo l’estate.

 

di GIAMPAOLO MARCHINI

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