Firenze, 13 ottobre 2010 - Più che un annuncio sembra un proclama. Enrico Rossi comincia così: "Ho chiesto all’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, di finanziare con due milioni di euro nel primo anno, la campagna d’informazione ai cittadini durante lo scavo per l’Alta velocità".

 

Dopo il tormentone Cittadella sì-Cittadella no, e forse per mostrare di voler rispondere con un gesto positivo alle polemiche continue del sindaco Matteo Renzi, il presidente della Regione, Enrico Rossi, si preoccupa di mandare un messaggio che Firenze aspettava. Del tipo: città sicura nonostante i cantieri del tunnel. Un messaggio che vuol essere la risposta della Regione alla grande manifestazione no-Tav di sabato scorso, soprattutto un segnale ai comitati dei cittadini che guardano con grande preoccupazione al momento in cui la grande talpa comincerà a bucare il sottosuolo cittadino. E c’è l’impegno a informare la gente momento per momento, quasi fosse una cronaca diretta delle operazioni della 'talpa'.

 

E proprio ieri, ossia poche ore dopo la dichiarazione di Rossi ai giornalisti durante il consueto briefing settimanale, il consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza una mozione che suona come il via libera definitivo ai lavori. E’ un atto passato quasi in sordina, ma rappresenta il sigillo della Regione sull’avvio del grande tunnel sotto Firenze, anche se con la raccomandazione di "un controllo forte sulle ricadute ambientali perchè siamo di fronte a un progetto che ha imporanti ricadute sul territorio". La mozione, presentata dall’Udc e fatta propria dalla Commissione trasporti, hanno votato a favore Pd, Pdl, Italia dei valori e Udc. Contraria la Lega Nord. Astenuti i consiglieri del gruppo Federazione Sinistra e Verdi.

 

I passaggi più significativi del documento ruotano attorno alla sicurezza ambientale dei cittadini e a una capacità di collegamento delle due stazioni, cioè Santa Maria Novella e quella sotto l’area Belfiore. Si insiste su una vigilanza e una tempestiva verifica dei lavori. In sostanza è l’ impegno preso da Enrico Rossi, che ovviamente conosceva la risoluzione della commissione approdata poi in aula. L’annuncio è questo: ci sarà un vertice fra Regione, Ferrovie dello Stato, Provincia e comune di Firenze per far nascere un protocollo d’intesa. Ma il tempo stringe. Rossi dice: "Bisogna che questa attività d’informazione, prevenzione e monitoraggio si sviluppi rapidamente. Il comitato previsto dal protocollo sarà aperto ai cittadini. Agli organi tecnici della Regione intendiamo assicurare il massimo dell’autonomia".

 

Il pacchetto per 'Firenze sicura durante lo scavo' è articolato. Rossi spiega: "Entro 15 giorni sarà attivato dalla Regione un numero verde per informazioni e segnalazioni. Un numero disponibile 24 ore su 24. E i tecnici del genio civile saranno impegnati, con il loro bagaglio di professionalità, a valutare eventuali problemi di staticità nelle case e nei palazzi". Capitolo sicurezza sul lavoro. Ancora Rossi: "Intendiamo far valere l’esperienza realizzata per i lavori nella tratta appenninica, dove l’Asl ha ottenuto risultati molto buoni con un progetto di controllo capace di ricevere riconoscimenti europei. E naturalmente non trascureremo l’inquinamento. Spetterà all’Arpat monitorare la qualità dell’aria e il rumore".

 

Perchè è la Regione a schierarsi in prima linea nella prevenzione? Rossi spiega: "Abbiamo noi le deleghe alla sanità e alla sicurezza ambientale. Asl e Arpat dipendono dalla Regione. Per questo prenderemo le misure opportune". Ma se fosse necessario sospendere i lavori a chi spetterebbe la decisione? Qui Rossi alza le braccia. La competenza è di Palazzo Vecchio. Toccherebbe al sindaco Matteo Renzi dare il segnale di stop.