Scuola: 5mila in piazza
Lancio di uova e fumogeni
Decine di denunce
Momenti di tensione nel corteo partito da San Marco. Traffico in tilt. Denunce per corteo non preavvisato, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato, rissa, lancio di petardi
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Firenze, 8 ottobre 2010 - Sarebbero 5mila, secondo la questura, gli studenti che hanno partecipato al corteo - formalmente non preavvisato - contro la riforma della scuola.
Il corteo, partito da piazza San Marco alle ore 10, si è diretto verso via la Marmora. All'altezza delle Scuole Pie Fiorentine dei Padri Scolopi sono state lanciate uova contro l'edificio e sono state fatte scritte anticlericali, ma nessun manifestante si è introdotto nella scuola. Un gesto che ha suscitato la reazione e la protesta degli altri studenti che sfilavano. Uno dei responsabili è stato identificato e denunciato.
Il corteo ha poi proseguito per viale Matteotti e piazza della Libertà intralciando il traffico e cont inuando poi per via Cavour. Davanti alla prefettura si è verificato un tafferuglio fra alcuni manifestanti e 4-5 studenti di aree politiche di destra. In questa circostanza la polizia è intervenuta e dieci persone sono in corso di identificazione da parte della Digos. Dopo poco comunque gli animi si sono placati e la manifestazione è proseguita.
Dal corteo principale circa 70 studenti del Liceo artistico di Pisa si sono diretti verso l'ufficio scolastico regionale per la Toscana. Dopo che il direttore dell'ufficio ha ricevuto gli studenti, questi ultimi sono ripartiti con il treno dalla stazione di Campo di Marte.
Successivamente circa 500 persone si sono distaccate dal corteo principale andando a bloccare il traffico sui viali fino alla Fortezza da Basso. Gli autobus si sono paralizzati e molti sono stati i disagi per gli utenti. Indignato il presidente dell'Ataf Bonaccorsi che lancia l'appello al buonsenso: "I nostri autisti sono stati fermi anche per 6 ore senza andare in bagno. Il diritto a manifestare e a scioperare è sacrosanto - ha dichiarato - ma non riesco a capire che senso abbia creare danni alle persone che vanno a lavorare, a tutti coloro che hanno bisogno e diritto di muoversi in città e che già ogni giorno patiscono la loro abbondante quota di stress".
Alle 13.30 i cortei si sono sciolti dopo essere arrivati alla Fortezza da Basso. Per alcuni dei fatti sopra esposti saranno denunciati dalla DIGOS all’Autorità Giudiziaria. alcune decine di studenti responsabili, a vario titolo, dei reati di manifestazione non preavvisata, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato, rissa ed accensioni pericolose in luogo pubblico (per il lancio di alcuni fumogeni e petardi nel corso dei cortei)
L'adesione alla protesta nazionale, secondo l'Unione Studenti, è andata "ben oltre le aspettative". A Torino hanno manifestando 30mila studenti, a Bologna 20mila, a Milano 15mila.


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