Sakineh, sospesa
la pena: continua
la solidarietà toscana
''E' una prima risposta alla domanda di civiltà, giunta da tutto il mondo"
Firenze, 8 settembre 2010 - In Toscana, dopo la sospensione della sentenza nei confronti di Sakineh Mohammad Ashtian, tanti sono stati i commenti di soddisfazione.
''E' una prima risposta alla domanda di civiltà, giunta da tutto il mondo, a riprova di quanto sia importante tenere alta la bandiera dei diritti umani'', afferma Riccardo Nencini, assessore ai rapporti istituzionali della Regione Toscana. Secondo Nencini è ''importante che un verdetto così crudele sia stato sospeso e che i sassi siano caduti dalle mani dei boia: adesso però le autorità iraniane vadano avanti e dicano un no totale alla pena di morte''.
Il sindaco di Firenze ha dichiarato: ''La sospensione della sentenza è una bella notizia. Adesso, però, non bisogna abbassare la guardia. Dobbiamo fare in modo che alla sospensione segua una revisione definitiva della sentenza''. Il Comune è stato il primo Ente a esporre, il 25 agosto scorso su Palazzo Vecchio, un grande striscione con la foto della donna iraniana e la scritta 'Save Sakineh'.
Andrea Barducci, presidente della Provincia di Firenze, ritiene che ''la sospensione della pena capitale per Sakineh è una notizia positiva che aumenta la nostra speranza di fermare un atto di barbarie. La Provincia di Firenze - prosegue - da tempo ha preso iniziative per fermare la lapidazione. Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce per salvare non solo la vita di Sakineh, ma anche quella di tutte le altre persone che rischiano la pena capitale anche in Paesi diversi dall'Iran''.
Di ''un primo passo che dà speranza, ma la battaglia per il riconoscimento dei diritti umani deve andare avanti'', parla Claudio Morganti, europarlamentare della Lega Nord Claudio Morganti. Alla notizia della sospensione della condanna, prosegue Morganti, ''ho pensato che la mobilitazione internazionale e l'affetto dimostrato dall'Europarlamento verso questa madre, che stava per scontare una delle condanne pi terribili e crudeli di cui l'uomo si possa macchiare, erano finalmente riusciti a risvegliare le coscienze di qualcuno che, in quel Paese, ha dimostrato, al mondo intero, almeno per un attimo, una dignita' umana''.
E' stata depositata oggi una mozione congiunta, firmata da tutti i capigruppo della maggioranza in Consiglio regionale, sulla vicenda di Sakineh. Nell'atto, sottoscritto da Marta Gazzarri (Idv), Monica Sgherri (Federazione della Sinistra-Verdi) e Vittorio Bugli (Pd), Pieraldo Ciucchi (Gruppo misto), si chiede alla Giunta di impegnarsi affinché il Governo italiano non solo chieda per Sakineh la fine della condanna, ma si faccia portavoce singolarmente e all'interno delle istituzioni internazionali di cui fa parte, prima tra tutte l'Unione europea e le Nazioni Unite, per il ''rispetto delle obbligazioni contratte dagli Stati in materia di diritti umani e per l'abolizione della pena di morte nel mondo''.
Anche la Cisl di Firenze si è mobilitata per difendere Sakineh: sulla facciata della sede provinciale è stato affisso un manifesto con il volto della donna iraniana e la scritta 'La Cisl per la vita. Insieme per la dignita' delle persone: salviamo Sakineh'.
Ancora, Anna Carli, presidente della Fondazione Derek Rocco Barnabei ''ringrazia tutti coloro che hanno aderito all'appello per la salvezza di Sakineh. La mobilitazione che ha coinvolto migliaia di cittadini e le istituzioni di moltissimi Paesi ha raggiunto un risultato che apre speranze e prospettive non solo per Sakineh, ma per tutti coloro che sono stati condannati da una giustizia che sa di vendetta. Siena - conclude - ancora una volta e' stata presente e sensibile nell'affermazione dei diritti umani''


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