Pedaggi, stop agli aumenti
La posizione del Consiglio di Stato
Respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei ministri e dall’Anas. Il balzello riguardava anche la Firenze-Siena
Firenze, 1 settembre 2010 - Buona notizia per gli automobilisti italiani: il Consiglio di Stato ha confermato lo stop agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas decisi con la manovra economica. Il balzello era scattato dal primo luglio scorso ma era stato bloccato dal Tar del Lazio il 29 luglio successivo.
Oggi il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro la sospensiva presentata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dall’Anas.
La decisione riguarda anche la tratta Firenze-Siena, per la quale a partire dal mese di luglio era stato previsto un 'balzello'. Come ha sottolineato Vincenzo Donvito, presidente Aduc, questo "pedaggio, pur di essere riscosso, aveva portato l'Anas a metodi ridicoli e illegali: per esempio, il balzello per la Firenze-Siena, non essendoci un casello a cui farlo pagare, veniva riscosso all'uscita dell'autostrada Firenze-Certosa indipendentemente dall'uso o meno della superstrada, per cui accadeva che chi usava il raccordo non provenendo dall'autostrada non pagava il balzello, pagato invece da chi, uscendo a quel casello, non andava su quella strada verso Siena".
"A questo punto si pone il problema dei rimborsi di chi ha pagato un balzello che non aveva legittimità. Al di là di metodi fantasiosi e impraticabili che qualcuno propone (class action), c'è solo un metodo che potrebbe essere applicato: lì dove è stato riscosso il balzello, il pagamento del pedaggio dovrà essere scontato del medesimo importo del balzello, per un lasso di tempo uguale a quello in cui l'incasso è stato effettuato- conclude Donvito-. E' probabile che Anas e Governo facciano di tutto (anche legislativamente) per non rimborsare, in quel caso la nostra battaglia per il rispetto della legalita' si sposterà in Parlamento e nelle aule giudiziarie".
I CONTI DEL CODACONS - La somma da restituire agli utenti per le maggiorazioni dei pedaggi dichiarate illegittime dal Consiglio di Stato, ammonta a circa 8 milioni di euro. E’ il calcolo del Codacons che spiega che la cifra tiene conto del numero di automobilisti che ogni giorno utilizza le tratte oggetto di ricorso e degli aumenti medi delle tariffe applicati dall`1 luglio al 5 di agosto, data in cui Anas ha disposto il blocco dei rincari.
L’associazione dei consumatori ricorda che “l’ordinanza del Consiglio di Stato è si valida sulle tratte oggetto di ricorso, ma gli aumenti dei pedaggi sono stati annullati su tutto il territorio nazionale. D`altronde - spiega il presidente Carlo Rienzi - annullare i rincari tariffari a Roma e provincia e mantenerli intatti nelle altre zone d`Italia, avrebbe determinato uno squilibrio inaccettabile a danno degli utenti. Dopo la decisione odierna del Consiglio di Stato, non sarà comunque possibile ripristinare gli aumenti dei pedaggi nelle tratte diverse da quelle oggetto di ricorso, perché altrimenti di danneggerebbero gli automobilisti residenti nelle altre regioni d`Italia, determinando una evidente disparità di trattamento”.


Imprese









