Renzi: "Disposti a rivedere il progetto come lei vuole"
Il sindaco tenta in extremis di far cambiare idea a Zeffirelli: "Centro d'arte pronto nel 2011: brindiamo insieme"
L'eredità artistica di Zeffirelli: ha ragione il regista o il sindaco? Scrivi cosa ne pensi
Firenze, 1 settembre 2010 - Abbiamo fatto gli ambasciatori: consegnando direttamente a Matteo Renzi la lettera che Franco Zeffirelli, "con la morte nel cuore", ha scritto per annunciare che Firenze non avrà la sua immensa eredità artistica.
Dopo un botta e risposta cominciato con l’intervista esclusiva di domenica scorsa, il maestro ha scelto ancora La Nazione —"Affido il messaggio al giornale della mia città" — per far sapere al sindaco che non ci sono le condizioni, logistiche ed economiche, per portare qui il monumentale partrimonio e la scuola dell’arte dello spettacolo che vuole fondare.
Conseguenza? Bufera. Anche politica. Ma a tarda sera, quando Firenze aveva praticamente finito di cenare, Matteo Renzi, uscita dalla seduta di giunta, ha provato a riaprire uno spiraglio, scrivendo di nuovo a Zeffirelli. E facendo telefonare al maestro dall’assessore Rosa Maria Di Giorgi, che sarebbe riuscita a fissare un appuntamento, forse per la prossima settimana. Sbandierando anche il protocollo firmato da Zeffirelli con l’uscente sindaco Leonardo Domenici il 16 giugno 2009. Un tentativo di recupero sul filo di lana. Riuscirà? A oggi è favorita Roma, che per iniziativa di Renata Polverini, governatore del Lazio, propone un’ex scuola nei dintorni del Colosseo e un palazzo seicentesco vicino alla basilica di Santa Maria Maggiore. Poi c’è New York, col Metropolitan Museum, capace di investire una piccola fortuna per l’eventuale allestimento.
Tuttavia Renzi, consapevole di essere davanti a una dolorosa occasione perduta, non s’arrende. Insiste: "Caro Maestro, sono dispiaciuto della sua decisione, che spero non definitiva. Per la stima che le porto a livello personale, e come sindaco della sua città, non posso che esprimerle sorpresa per quanto Ella mi ha scritto".
Quindi rilancia, affermando che Palazzo Vecchio sta mandando a gara il progetto, finanziato con quasi due milioni di euro, in seguito al protocollo già citato. E prosegue: "Sarebbe bellissimo se, col nuovo Teatro del Maggio, che Zubin Mehta inaugurerà il 21 dicembre 2011, Firenze potesse festeggiare anche l’apertura di un centro internazionale così significativo dedicato a lei, uno dei figli più illustri".
E via con le controproposte: "Se Ella ha maturato valutazioni diverse circa gli immobili da utilizzare, siamo pronti a parlarne. Tornare a trovarla nella sua casa romana, sarà per me un piacere. Il progetto è pronto, finanziato, già siglato da tutti. Se lo vogliamo cambiare, noi ci siamo. Se lo vogliamo ampliare, siamo a disposizione".
Infine una frase remissiva, che sgombra il campo da eventuali strascichi, o bracci di ferro legali sussurrati in alcune stanze della politica, ma allontanati con rispetto dal sindaco. Che conclude: "Se però, caro maestro, per motivi che Ella avrà ben ponderato, si è davvero convinto di spostare la sede in altra città, noi, a malincuore, rispetteremo la sua volontà. Perchè Firenze, caro maestro, le vuole bene comunque".
Zeffirelli ci ripenserà? Difficile, molto difficile. Roma è in pole position. La Polverini cercherà di concludere appena tornerà dal suo pellegrinaggio a Lourdes.
di SANDRO BENNUCCI


Imprese









