Via con i soldi del quadro
Smacco all'arte di Innocenti
L'opera di Furio Innocenti era appesa a Palazzo Panciatichi. 'Il potere dei soldi', questo il titolo del quadro, recava attaccato un bastone con su appese delle banconote: i ladri le hanno staccate e hanno così rubato 320 euro
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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

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Firenze, 31 luglio 2010 - Potere dell'arte contro potere del denaro, 0 a 1. Il furto messo a segno dai ladri che ieri, nella sede del Consiglio regionale della Toscana a Palazzo Panciatichi, hanno rubato 320 euro, rappresenta infatti un colpo all'arte ancor più che al 'portafoglio': i soldi facevano parte di un quadro di Furio Innocenti, artista residente in Mugello, esposto da una da una settimana insieme ad altre opere dello stesso artista e di Andreina Guerrieri, in una mostra intitolata 'Il colore dei sogni' appunto presso la sede del Consiglio regionale toscano a Firenze.
Al quadro, dal titolo 'Il potere dei soldi', era attaccato un bastone di legno, con una testa di serpente, e inchiodate sopra tante banconote (dollari, sterline e di altri Paesi europei). Ma i ladri hanno puntato solo sugli euro, in tutto 320, che sono spariti nel nulla. ''Diciamo che il titolo dell'opera - dice Innocenti, autore dell'opera. sorridendo - era azzeccato e ha avuto il suo effetto''. ''Io non vendo i miei quadri - aggiunge Innocenti - e quei 320 euro erano il frutto di una raccolta con la quale dei colleghi avevano voluto pagare un mio quadro regalato ad un amico andato in pensione. Con i colori molto accesi ma anche con il bastone con i soldi volevo rappresentare proprio il fatto che quasi tutte le azioni dell'uomo hanno un fondo o un obiettivo economico e solo l'amore, quasi sempre, è l'azione che gli uomini non fanno per soldi''.
Il furto è stato scoperto ieri pomeriggio, mentre gli addetti iniziavano a smontare la mostra: il quadro era al primo piano di Palazzo Panciatichi, nell'anticamera della 'Sala dei Gigli, una zona quasi di passaggio ma dove non ci sono telecamere. Era la prima volta che l'opera, un dipinto astratto con colori forti (''molto rosso e molto nero, come il sangue e il petrolio''), veniva esposta.
13/07/2010 - Firenze
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