I nuovi commissari
per il CCF
arrivati a Campi Bisenzio
Il Governatore della Banca d'Italia Draghi ha nominato commissari straordinari per il CCF Angelo Provasoli e Virgilio Fenaroli che sono arrivati nella sede di Campi Bisenzio

Firenze, 29 luglio 2010 - Nominati ieri dal Governatore della Banca d'Italia Draghi, i due nuovi commissari del Credito Cooperativo Fiorentino sono arrivati da pochi minuti a Campi Bisenzio (Firenze), nella sede centrale
del CCF in via Buozzi. Angelo Provasoli e Virgilio Fenaroli si metteranno subito a lavoro per prendere in mano la gestione dell'istituto presieduto, fino a venerdi' scorso, da Denis Verdini.
Secondo quanto appreso i due nuovi commissari, incontreranno nella giornata di oggi, i vertici operativi del Ccf: il consiglio di amministrazione della banca si era dimesso in blocco lunedi' scorso, esprimendo solidarieta' a Verdini. I due commissari, quasi certamente, nelle loro borse hanno anche la relazione degli ispettori inviati da Bankitalia a Campi nello scorso mese di febbraio, relazione che e' stata alla base del commissariamento, e cio' facilitera' il loro compito: potranno individuare velocemente le eventuali criticita' trovate nei conti e nelle carte della banca dagli stessi ispettori di Draghi.
IL GOVERNATORE DRAGHI NOMINA I COMMISSARI PER IL CCF
Firenze, 28 luglio 2010 - Questa sera il Governatore della Banca d'Italia Draghi ha nominato commissari straordinari del Credito Cooperativo Fiorentino Angelo Provasoli e Virgilio Fenaroli e componenti del Comitato di sorveglianza Alberto Alessandri, Stefania Chiaruttini e Alessandro Leproux. Probabile che già nei prossimi giorni i commissari si presentino nella sede centrale del Ccf, a Campi Bisenzio (Firenze) e prendano in mano la gestione dell'istituto.
''La gestione della banca - spiega una nota di Via Nazionale - è affidata agli organi straordinari, che operano sotto la supervisione della Banca d'Italia. Il Credito Cooperativo Fiorentino prosegue regolarmente la propria attività''. A loro verrà certamente consegnata la relazione fatta dagli ispettori di Bankitalia che ha portato al
commissariamento, e questo faciliterà il loro compito visto che potranno puntare subito a risolvere le criticità indicate.
Fino al loro arrivo, ma anche dopo, nella sede centrale dell'istituto e nelle filiali, si continuerà a lavorare per contenere i ''danni'', ''e lo faremo nella consapevolezza che - spiega il vicedirettore generale del Credito, Maurizio Morandi - la banca ripartirà: ha una struttura patrimoniale importante, solo di fondi a tutela dei rischi abbiamo 19 mln di euro. A questo va aggiunto il nostro patrimonio, altri 55 mln di euro, e non c'è stato nessun assalto al fortino'', ossia non sono molti i correntisti che, da lunedì scorso, dopo le dimissioni dell'ex presidente Denis Verdini, si sono recati in banca per togliere il conto.
''Qualcosina c'è stato - aggiunge il vicedirettore -, è normale in una situazione di questo genere. Ma i nostri soci e i nostri clienti hanno fiducia'' e sanno fare ''la distinzione necessaria tra l'effettività delle cose e il risalto mediatico''.
Morandi non entra nelle vicende che sono al centro delle diverse inchieste che interessano Verdini e, in qualche modo, l'istituto: dalla Btp di Riccardo Fusi alla Scuola marescialli di Firenze, dagli appalti per l'eolico in Sardegna alla P3. ''La magistratura farà luce su tutto'' dice, anche se vista la sua posizione certamente ha le idee chiare: ''attendo di leggere la relazione ispettiva per verificare quali gravi irregolarita' possano aver trovato gli ispettori di Bankitalia''.
Quell'atto porta la sua firma, per questo è stato interrogato dai carabinieri il 28 aprile scorso, quindi Morandi chiarisce: ''Quando il 5 giugno 2009 - dice - si è presentata la signora Antonella Pau, insieme a Pierluigi Picerno, per versare una somma in favore della Societa' Toscana di Edizioni, l'editore del Giornale del Toscana, il quotidiano di cui è socio Verdini, io ho fatto tutti gli accertamenti del caso e le verifiche previste dalla normativa interna, ossia ho riscontrato che fosse un' imprenditrice con interessi immobiliari''. ''Non sapevo certo a chi fosse legata'', assicura.
''Fatto questo, io non ero tenuto, come hanno riconosciuto anche i carabinieri, a fare altro perché, oltretutto, a mia esplicita domanda sul perché lo facesse, lei stessa mi spiego' che stava pensando di fare un'operazione simile a quella del Giornale della Toscana in Sardegna''. ''Io a quel punto ho esaurito il mio compito'', conclude Morandi negando con forza che dalla banca siano circolati fondi provenienti o diretti ad altri Paesi, o che siano stati concessi fidi e prestiti a persone ''non affidabili''.


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