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Tav, Renzi contro le Ferrovie: "Pronti ad azioni legali"

Il sindaco: "Non rispettano gli impegni presi". Accuse anche al ministro Matteoli che replica: "Avanti così"

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Presentazione del progetto di Norman Foster della stazione per l'Alta velocità
Presentazione del progetto di Norman Foster della stazione per l'Alta velocità

Firenze, 22 giugno 2010 - Cinque ore di chiacchiere, discussioni, sfide, polemiche politiche, toni urlati e dichiarazioni di guerra comprese. Ma il consiglio comunale di ieri, anzi l’attesa assemblea cittadina per discutere della richiesta di "Valutazione d’impatto ambientale" per la stazione Foster, la stazione sotterranea per l’alta velocità, non ha, di fatto, cambiato di una virgola, i destini di Firenze. Nè della realizzazione dei cantieri per l’alta velocità.

 

La maggioranza è riuscita, dopo cinque mesi di imbarazzanti rinvii, a partorire un documento che è un miracolo di equilibrismo politico utile solo a salvaguardare le alchimie politiche interne al Pd e al Palazzo. Quattro paginette, presentate dal capogruppo Francesco Bonifazi e dalla presidente del commissione urbanistica Titta Meucci, che non contengono la richiesta esplicita di una Valutazione di impatto ambientale per la stazione sotterranea, ma testualmente: "invitano il sindaco ad attivarsi presso le sedi nazionali competenti per richiedere, alla luce del decreto legislativo 152/2006 (lo stesso che, per inciso, regola la famosa Via ndr) l’espressione di formali garanzie in merito alla sussistenza attuale di tutti i requisiti di sicurezza e compatibilità ambientale ...".
Alto il livello di delusione fra il pubblico presente in aula consapevole della quasi beffa.

 

Su tutto, poi, i quaranta minuti di intervento del sindaco. Lui sì con spada platealmente sguainata contro le Ferrovie, colpevoli "di non voler rispettare gli impegni presi" e contro il ministro Altero Matteoli. Due le accuse al ministro: quella di aver accettato nel 2003 che la Foster potesse essere costruita anche senza una specifica valutazione d’impatto ambientale e quella di aver negato lo scorso anno qualsiasi variazione al progetto (la famosa stazione-fermata più vicina alla Fortezza proposta dal sindaco) proprio in nome di quella stessa indispensabile valutazione. "Che avrebbe fatto perdere tempo".

 

Le accuse però non scuotono il ministro: "Ho parlato venerdì con Rossi — ha replicato Matteoli — noi andiamo avanti con linea concordata da tempo con Ferrovie, Regione e Comune". E le Ferrovie, ieri impegnate sul fronte dell’anniversario dell’incidente di Viareggio, rimandano ogni commento.

 

Renzi, del resto, lo aveva già detto mesi fa: "Se sarà deciso di andare avanti con la Foster metterò in atto tutte le procedure di controllo possibili sulla regolarità dei lavori". Aveva sperato che il cambio al timore della Regione gli aprisse qualche spiraglio, non è stato così. Così ieri ha ripetuto la sua dichiarazione di guerra: "Perché sia chiaro — ha detto — il problema non è lo scontro interno al Pd o quello fra centrodestra e centrosinistra. No. Qui è Firenze che è in guerra con le Ferrovie perchè non possiamo più accettare di essere presi in giro. Se le Ferrovie non rispettano gli impegni presi la questione per noi diventa giuridica. Andremo fino in fondo".

 

Cosa chiede Renzi? Che i binari di superficie siano utilizzati esclusivamente per il trasporto metropolitano ("non un treno ogni mezz’ora, come mi hanno proposto, ma ogni tre minuti"); che sia finalmente studiato il collegamento con Santa Maria Novella e che siano riviste e famose opere di compensazione. ("I 20 milioni di euro per la messa in salvaguardia del Mugnone — ha spiegato — non servono alla città, ma solo a rendere possibile la costruzione della stazione Foster, ai fiorentini, quindi, si dia altro"). Che siano garantiti le centinaia di posti di lavoro nel polo tecnologico dell’Osmannoro.

 

Insomma le carte e gli accordi firmati negli ultimi dieci anni dalle amministrazioni del centrosinistra devono essere rivisti. Che sia il governo ad assumersi la responsabilità di negare la Via. "Noi intanto — ha messo le mani avanti il sindaco — da settembre sposteremo i bambini dalla scuola Rodari perchè non possiamo permettere che i nostri figli corrano dei rischi".  

Paola Fichera


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