Licenziato dipendente
Telecom, inviava
100 sms al giorno
La Cassazione ha confermato che il telefonino aziendale è uno "strumento di lavoro" e non deve essere "abusato" per inviare troppi sms privati

Firenze, 9 marzo 2010 - F.C., dipendente fiorentino della Telecom, è stato licenziato nel 2001 perchè abusava del cellulare aziendale: da mattina e sera infatti inviava mediamente cento sms al giorno. Il suo licenziamento era stato convalidato dalla Corte d'appello di Firenze nel maggio 2006, ma l'ex dipendente aveva fatto ricorso in Cassazione sostenendo di avere inviato gli sms «in assoluta buona fede, visto che l'azienda aveva posto il veto sulle telefonate».
La Cassazione ha dato ragione all'azienda, sottolineando che il telefonino aziendale è uno "strumento di lavoro, non un benefit" e "il fatto che l'abuso del cellulare di servizio avvenga con l'invio di sms e non con telefonate non esclude l'inadempimento perchè con l'espressione traffico si intendono comprese tutte le possibili modalità di utilizzo dell'apparecchio".
Ricorso respinto quindi e licenziamento legittimato data la «rilevante gravità della condotta attestata da circa 50
mila sms con una media di oltre 100 messaggi al giorno». Troppi sms, conclude la Suprema Corte, così si è rotto «il vincolo fiduciario» tra dipendente e azienda.



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