“Giù le mani dalla scuola" Ronta,
la battaglia dei genitori
L'appello dei genitori della scuola che rischia di chiudere. “Le maestre seguono con capacità e impegno i nostri bambini, l'offerta formativa è valida e permette un reale accrescimento, aiutateci a tutelare tutto questo"

Borgo San Lorenzo, 9 marzo 2010 - “La scuola è un bene di tutta la popolazione e Ronta vuole la sua”. Amari i commenti dei genitori, delle istituzioni e dei ragazzi del comune che rischia di perdere la sua prima classe elementare.
La storia comincia il 1 febbraio quando il comune di Borgo San Lorenzo ha informato i paesani del distretto che se non fossero stati trovati nuovi iscritti alla prima elementare non sarebbe partita la classe con conseguente chiusura del plesso. Infatti il tetto minimo per attivare una classe è di 15 studenti ed anche se i 'primini' residenti sono 23, dunque più che sufficienti, sono nate delle preoccupazioni dall'ipotesi che non tutte le famiglie abbiano iscritto i figli a Ronta, preferendo la frequenza del capoluogo.
Si è scatenata una vera e propria battaglia per mantenere aperta la scuola della frazione. Da un volantino in cui si invitano gli altri genitori della frazione, che per vari motivi hanno scelto di iscrivere i loro figli a Borgo, a tornare sui loro passi ad un gruppo Facebook “Giù le mani dalla scuola di Ronta” che conta circa 250 iscritti. Nella piazza virtuale proliferano i commenti. Beatrice amareggiata scrive: “Che schifo questa situazione, vogliono mandare i nostri figli a Borgo e poi della nostra struttura che se ne fa? Un ospizio? O peggio?”. Luciana invece lancia un appello a tutti: “Per il benessere dei bambini che già frequentano e di quelli che frequenteranno aiutateci a mantenere viva la scuola di Ronta perché un paese che rischia di perdere la scuola è un paese destinato poi a morire culturalmente e socialmente”.
Una questione che ha riscosso anche l'appoggio della Giunta la quale ha deciso di intervenire, anche economicamente, allungando da settembre il servizio di prescuola e facendolo iniziare alle 7,45, in modo da andare incontro alle esigenze lavorative di alcuni genitori.
Le iscrizioni alla prima elementare si sono chiuse il 28 febbraio e di certo ancora non si sa niente. Ma il problema è anche un altro: “e se si forma una prima classe, verrà mantenuto il piano studi che prevede le 40 ore settimanali?”. I genitori combattono anche per questo. “Aiutateci a tutelare questa scuola – dice Fulvia, mamma di tre ragazzi cresciuti nella scuola di Ronta - che funziona bene e deve continuare a funzionare bene”. “Le maestre seguono con capacità e impegno i nostri bambini, l'offerta formativa è valida e permette un reale accrescimento culturale, mentale e sociale – continua - . Tutto questo non deve cambiare in futuro”. Genitori, autorità e bambini sono agguerriti e la 'questione Ronta' sta assumendo una connotazione sempre più sociale.
ROSSELLA CONTE



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