Gilardino sogna
una notte viola
Dopo la beffa di Monaco la Fiorentina deve vincere 1-0 o con due gol di scarto
Firenze, 9 marzo 2010 - CIELO ghiacciato e previsioni meteo da skipass intorno a Fiorentina-Bayern, che non è solo una partita, ma piuttosto il confine fra una stagione sottotraccia e lo sbarco nella storia viola. Il poco e il molto divisi da una squadra tedesca — la più forte squadra tedesca — che all’andata è stata clamorosamente favorita dal comico Ovrebo, quella sera vestito da arbitro. Il gol segnato da Klose in fuorigioco spaziale è entrato nell’enciclopedia degli scarsi, favorendo interpretazioni legate al disegno che aiuta le società più forti a discapito delle piccole. «Anche per questo — hanno fatto sapere i giocatori del Bayern — vogliamo vincere in trasferta, così non parleranno più del ragalo che ci è stato fatto». Sarà suggestione, ma la minaccia sembra seria.
RESTA il ricordo della gaffe ovrebiana, un danno certificato dalla telefonata di protesta del presidente federale Abete a Platini, che questa sera ha inviato l’arbitro spagnolo top Undiano Mallenco, così nessuno si potrà lamentare. Questo lo sperano i tifosi viola, mentre è annunciata la presenza allo stadio di Abete, in versione vigilante gallonato; esclusa invece la frequentazione fiorentina di Platini, a rischio pernacchie nonostante la linea di fair play impostata da anni dalla società viola. Ci saranno Diego e Andrea Della Valle, anche loro consapevoli dell’importanza del match intorno al quale — visto che non si parla di noccioline — ballano i 10 milioni dello sbarco nei quarti di finale. Il Bayern arriva accompagnato dalla grande e meritata fama di squadra tosta e dalla minima simpatia di Van Gaal, che ha dichiarato di non voler dare la formazione perché «sicuramente la Fiorentina nasconderà la sua». Il fatto che succeda esattamente l’opposto — Prandelli ha sgranato gli undici nomi dei titolari — fa capire come l’approccio al match sia diverso. «Non abbiamo niente da perdere», dice l’allenatore viola, e con questo lancia un messaggio trasversale che magari non sposterà di un millimetro il ghigno di Van Gaal, ma chi lo sa, è bene che i tedeschi sappiano.
CI SONO solo il Bayern e una possibile nevicata — allerta condiviso da tutte le forze in campo dopo il rinvio di Fiorentina-Milan di dicembre — fra i viola e i quarti di finale Champions, traguardo storico per una società rinata dalla C2 meno di otto anni fa. Stadio pieno (più di 40mila spettatori) con la speranza che i due-tre fuoriclasse della Fiorentina sappiano fare la differenza contro il club di milionari tedeschi. Fra i fuoriclasse viola c’è in prima linea Gilardino, che sta attraversando tutto fuorché un grande momento di forma, ma questa è l’occasione più importante per dimostrare che il progetto Fiorentina può avere un futuro ad alto livello: e se Gila ha scelto Firenze per rinascere dopo il Milan non potrebbe avere occasione migliore per dimostrarlo. Quella di Prandelli è una ricetta semplice: «Dobbiamo entrare nella storia con serenità». Anche con rabbia, fa lo stesso. Per spedire poi una cartolina di saluti a Ovrebo.
Angelo Giorgetti



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