Musica pirata
nel bar-caffè
Maximulta a un locale
Quasi 300 mila euro per file Mp3 scaricati illegalmente dal web. "Per ovviare a questo tipo di problemi, basta pagare cifre molto basse: meno di 60 euro all’anno ai discografici, più la Siae"
PIRATERIA MUSICALE. Brani diffusi in modo illegale in un locale pubblico. Cosa ne pensi?

Firenze, 9 marzo 2010 - STANGATA contro la pirateria musicale alla precedente proprietà del Colle Bereto, cocktail discobar di piazza Strozzi, in pieno centro. La Prefettura ha comminato all’ex responsabile legale del locale una sanzione da 298.494 euro (riducibili a un terzo se il pagamento viene effettuato entro 60 giorni) «per riproduzione e diffusione in modo illegale, in pubblico, di brani musicali estratti da supporti originali»: oltre 2.800 file audio Mp3 in gran parte contenuti in un computer (sequestrato dalla Guardia di Finanza) che gestiva le apparecchiature elettroniche per trasmettere una grande compilation di vari generi. Computer e files sono stati sottoposti anche a un controllo da parte Fpm, la Federazione contro la pirateria musicale.
La sanzione — calcolata moltiplicando il costo di ciascun file per il numero totale di pezzi illegali presenti sull’hard disk — segue l’accertamento compiuto nei primi mesi del 2009 dal Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale retto dal generale Gaetano Mastropierro, culminato nella denuncia in Procura del responsabile per la violazione della legge sulla tutela del diritto di autore. Per il reato penale è stata chiesta una pena da 3 mesi a 2 anni, sembra con sentenza di primo grado già emessa. Secondo le Fiamme Gialle, insomma, si doveva versare ai produttori discografici una quota che l’ex proprietà del Colle non aveva provveduto a pagare.
Va sottolineato e ribadito che il controllo della Fiamme Gialle non riguarda in alcun modo la nuova proprietà del locale, rilevato quattro mesi fa circa da Lorenzo Segre, 41 anni insieme alla famiglia Pinzauti, che detiene il marchio Colle Bereto, e a Giulio Saetta, l’amministratore. La nuova proprietà è subentrata dopo che a giugno un’indagine della Mobile denominata ‘Notti bianche’ aveva di fatto portato all’azzeramento della proprietà.
L’ATTIVITA’ investigativa prosegue: la distribuzione e lo scambio di materiale musicale che avviene tra utenti della rete (in genere sotto forma di file Mp3 o wav) è da considerarsi illegittima se non autorizzata dall’autore o da chi detiene i diritti economici dell’opera. In corso controlli analoghi in una discoteca in periferia e in due locali del centro. Almeno in un caso i finanzieri avrebbero ’pescato’ un numero ben superiore di file audio (5.000). Sono attese le decisioni della Prefettura.
In corso anche una campagna di controllo degli studi professionali, relativa non ai file Mp3, bensì al corretto utilizzo del software. Insomma: contro l’abuso di programmi ’craccati’. Anche l’effetto deterrente — il cambio in corsa dei programmi — viene considerato un risultato significativo da parte delle Fiamme Gialle.
MA COME reagiscono i locali? «Quando si parla di queste cifre, significa voler uccidere un’attività». Così Aldo Cursano, presidente regionale e vicepresidente vicario nazionale di Fipe-Confcommercio, commenta la notizia della maxi-multa. «In tempi di crisi — sottolinea —si dovrebbero aiutare le imprese, che non riescono a pagare i fornitori e gli stipendi dei dipendenti. Invece, in questo modo, si vogliono far chiudere. Fermo restando che chi commette errori deve pagare, si deve dare la possibilità al titolare di riparare all’errore e di non farlo più».
«Può capitare che vengano inflitte sanzioni così alte a chi non paga i compensi dovuti ai discografici, scaricando peraltro i file da internet e non copiandoli da cd originali. C’è stato anche chi si è trovato a dover pagare milioni di euro. La legge prevede 103 euro per ogni file». Per Luca Vespignani, segretario generale della Fpm, la Federazione contro la pirateria musicale, non c’è dunque da sorprendersi. «Per ovviare a questo tipo di inconvenienti — sottolinea — è sufficiente pagare cifre molto basse. Per diffondere musica in un locale pubblico di 100 metri quadrati, si spendono meno di 60 euro l’anno di compensi ai produttori, ai quali si devono aggiungere quelli destinati alla Siae».
giovanni spano (ha collaborato Monica Pieraccini)



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