Da Auditorium a Uffizi
L'alfabeto della 'cricca'
Le parole chiave dell’inchiesta sugli appalti, opere e personaggi che hanno scandito un mese di arresti e indagini

Firenze, 8 marzo 2010 - In attesa dell’interrogatorio di Riccardo Fusi e delle decisioni dei vari tribunali del Riesame forse è opportuno cercare di riassumere l’inchiesta sulla «cricca degli appalti» con un piccolo dizionario delle parole chiave. Per cercare di orientarsi dopo un mese scandito da una girandola di nomi, opere, giudici e personaggi di vario genere.
Auditorium — E’ l’opera da cui parte tutto, il Parco della Musica di Firenze. Casamonti-Carducci da una parte, Fusi-Di Nardo dall’altra perdono il concorso e partono «per la tangente». La prima coppia viene ricompensata con l’hotel alla Maddalena da 73 milioni, la seconda firma il patto scellerato con Piscicelli. Nemmeno al vincitore dell’appalto va bene: Claudio Cerasi, presidente della Sac, è indagato.
Balducci-Bertolaso — Il primo è il grande regista dei lavori pubblici italiani, il secondo è il «supereroe» delle catastrofi, con carta bianca per ricostruire tutto. Angelo Balducci indica la strada per assegnare gli appalti agli imprenditori amici, Guido Bertolaso dà la sua «protezione» per accelerare le pratiche. Uno è agli arresti, l’altro si difende in tv.
Casamonti — E’ l’architetto più chiacchierone del Paese, quello che, grazie alle sue telefonate intercettate, dà i titoli ai magistrati sia per Castello che, in sintonia con il suo collega Desideri, sul sistema gelatinoso degli appalti. E’ indagato per quell’albergo alla Maddalena, preso in mano «per riparare ai danni degli architetti di Berlusconi».
De Santis — Provveditore alle opere pubbliche di Toscana, Umbria e Marche, nonostante abbia un curriculum un po’ scarno, riceve in via de’ Servi per distribuire cantieri, e fa festa al Four Season con dirigenti e imprenditori amici. Colpito tre volte da ordinanze di custodia cautelare, passa alla storia anche per la Smart della moglie, riparata a spese di costruttori, e per i regalini che riceve.
Eventi — Preceduti dall’aggettivo Grandi, sono la coperta sotto la quale passano di mano appalti per centinaia di milioni. Senza seguire la «noiosa» trafila delle burocrazie e delle gare. Perfino la Vuitton Cup di vela vorrebbe rientrare nell’etichetta. Ma il gip bacchetta chi lancia l’idea.
Fusi — Seguendo le sue mosse per due anni, dal 18 febbraio 2008 (patto scellerato con Piscicelli) al 18 febbraio 2010 (dimissioni da presidente della Btp), gli inquirenti arrivano e ascoltano tutti gli altri protagonisti della cricca. Si dà un gran daffare, ma anche il gip ammette che «è fuori dal sistema, perché non vince nemmeno un appalto». Fa quasi tenerezza per l’ossessione della Scuola dei Marescialli, cantiere strappatogli (in maniera un po’ sospetta, visto il lodo arbitrale da 34 milioni). Quando sta per riaverlo, dopo che il ministero lo toglie alla Astaldi il primo febbraio, partono le manette.
Gelatina — Copiright dell’architetto Paolo Desideri sul sistema gelatinoso che sta dietro ai grandi appalti. Cerca di arginare la sciagurata foga di Casamonti nella telefonata del postAuditorium, ma non ce la fa.
Hotel — Sono tanti gli alberghi in questa storia. Da quello alla Maddalena, salito da 46 a 73 milioni di euro, al Gritti, teatro di una notte a luci rosse, dal Four Season al residence Salaria Sport Village. Sono quasi sempre legati a feste e a momenti piacevoli. Come quei 2 milioni di euro chiesti da Casamonti come parcella per aver fatto ottenere quella lievitazione dei prezzi.
Intercettazioni — Nulla sarà più come prima. Le 1.500 pagine di Castello, i verbali dell’inchiesta Why Not o degli altri scandali di questa stagione di fango, non possono essere paragonati ai 24 faldoni raccolti in due anni dai Ros di Firenze. Ogni faldone ha una decina di fascicoli, ogni fascicolo va dalle 100 alle 1300 pagine. Chi ha parlato di 40mila pagine, ha esagerato per difetto. Sono molte di più, sfiorano quota 70mila. E arricchiscono anche le agende telefoniche degli addetti ai lavori. Volete numeri di cellulari di governatori regionali, ex ministri, presidenti di grandi enti e perfino massaggiatrici quotate come la famosa Francesca? Sono tutti in quelle pagine, basta appuntarseli.
L’Aquila — Gli «sciacalli» Piscicelli e Gagliardi ridevano per i grandi cantieri che sarebbero piovuti nelle loro mani dopo il terremoto. Tutti i faldoni sono stati dirottati anche ai magistrati abruzzesi. Ma finora, tra i lavori della ricostruzione, ce ne sarebbe solo uno sotto osservazione: quello per la scuola assegnato a un consorzio che vede Fusi tra i promotori.
Maddalena — Un «conto» da almeno 350 milioni di euro per un vertice che non c’è stato. 235 milioni di lavori assegnati a Diego Anemone, 73 per l’hotel della coppia Carducci-Casamonti. La splendida isola sarda aspetta ancora la sua «riconversione».
Notule — «Fissa tu il prezzo» dice Fusi all’avvocato Cerruti. E partono parcelle milionarie, soldi che, secondo i magistrati, saranno poi divisi con gli altri membri influenti della cricca.
Opere — Meglio fermarsi a quelle fiorentine toccate dall’inchiesta: la Scuola dei Marescialli, il cantiere dei Grandi Uffizi, con Mauro Della Giovampaola arrestato e il commissario Fabbri revocato dal ministro, l’Auditorium del Maggio, con l’imprenditore indagato e l’architetto perquisito. Lavori per oltre mezzo miliardo congelati o a rischio. Sogni di carta trasformati in incubi giudiziari e scheletri circondati da gru.
Piscicelli — Ovvero Francesco De Vito P., l’imprenditore che, come Wolf di Pulp Fiction, arriva per risolvere i problemi di Riccardo Fusi che non vince una gara. Fanno letteratura i suoi dialoghi con il cognato Gagliardi, parte da una tangente di 600 mila euro e ne sogna una da 5 milioni. Poi ammette di aver preso appena 150milioni, ma di lire. Un faccendiere con «un background di 10 anni di buttamento di sangue», come si definisce lui. E’ stato arrestato giovedì notte.
Quattrocchi — E’ diventato procuratore capo di Firenze nel settembre 2008, in un anno e mezzo ha rivoluzionato la mappa del potere e degli affari della città, e non solo. Gentile, garbato, silenzioso ma letale per chi rientra nei suoi faldoni.
Ros — Onore al merito per gli uomini del colonnello Strada, che si sono sorbiti dialoghi surreali tra le centinaia di protagonisti dell’inchiesta, li hanno diligentemente annotati e poi hanno fatto scattare la trappola. Unite alle intercettazioni per Castello, le conversazioni costituiscono una piccola enciclopedia del malaffare. Altro che il protagonista de «Le vite degli altri» nella ex Ddr.
Scuola — La piccola West Point dei marescialli dei carabinieri è diventata il simbolo della girandola degli appalti. Dopo tutto questo tourbillon, dopo la lettera di recesso firmata dalla dirigente del ministero Pallavicini, ora dovrebbe tornare alla Astaldi. Che ha già incassato 65 milioni per i lavori già fatti.
Tangenti — Hanno assunto molte forme in questa storia: dalla classica bustarella promessa a Piscicelli agli orologi d’oro per De Santis, Balducci e company, dalle macchine alle vacanze all’Argentario, dai mobili ai domestici pagati dagli imprenditori. Come dolce, massaggi, notti calde e prestazioni particolari.
Uffizi — Nell’appendice delle intercettazioni c’è un capitolo dedicato al cantiere della Galleria. Con il commissario Elisabetta Fabbri che si fa «dettare» i membri dell’Unità di missione dal direttore dei lavori Miccichè, che non vuole parlare con le soprintendenti Marino e Acidini, perché «altrimenti le attaccano dei bottoni». Alla fine Miccichè è indagato e la Fabbri è stata revocata dal ministro Bondi. E il cantiere degli Uffizi torna alla soprintendenza.
Verdini — Il coordinatore nazionale del Pdl scopre di essere indagato per corruzione quando chiede ai magistrati di essere ascoltato. Parla incessantemente con Fusi, insiste con il ministro Matteoli per far nominare De Santis provveditore, gira al suo amico imprenditore numeri di telefono di governatori e amministratori di expo. La banca che presiede, il Credito cooperativo fiorentino, ha un direttore indagato e ispezioni in corso. E in più ha anche i guai per le liste del Pdl. E’ nel bel mezzo di un gelido inverno.
Zoccole — Sono le «due stanze in più» che un imprenditore chiede al Gritti e poi usa la parola in un sms. In questa storia ce ne sono di tutti i tipi: maschi alti due metri come quelli forniti dal corista del Vaticano a Balducci e professioniste italiane e brasiliane. Il sesso è la ciliegina in questa torta di cemento.
Pino di Blasio



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