"Quando ho sparato
non mi sono accorto di lui"
Interrogatori dei carabinieri e sequestri: indagato un amico di Orlando. I funerali a Castagneto
Firenze, 9 febbraio 2010 - Il colpo che ha ucciso Giuseppe Orlando, l’imprenditore morto domenica durante una battuta di caccia nella tenuta La Torre di Castagneto Carducci, sarebbe partito da un amico milanese della vittima. E’ lui, un uomo molto vicino sia alla famiglia della Gherardesca che alla dinasty del rame, l’unica persona che il pm livornese Massimo Mannucci ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. «Non mi sono accorto di averlo colpito — avrebbe riferito il diretto interessato agli investigatori —. La visuale era completamente oscurata dalla vegetazione, ho sentito i cani che abbaiavano, ero convinto che si trattasse di un cinghiale»
L’avviso della procura della Repubblica di Livorno è scattato al termine dei rilievi effettuati ieri mattina dai carabinieri della compagnia di Cecina. I militari del capitano Pasquale De Corato hanno sequestrato cinque carabine e ascoltato tutti i cacciatori che hanno preso parte alla battuta cercando di capire la dinamica dell’incidente costato la vita a Giuseppe Orlando. Sarà comunque la perizia balistica, già disposta dal sostituto procuratore, a chiudere il cerchio delle indagini preliminari: i tecnici incaricati dal magistrato dovranno individuare la traiettoria di tiro e confermare che il colpo fatale sia partito proprio dal fucile della persona che è stata già iscritta nel registro degli indagati.
Secondo una prima ricostruzione, le persone che hanno preso parte alla battuta di caccia al cinghiale erano 24, e ciascuna di loro era impegnata in una diversa posta con la supervisione dei battitori e dei guardacaccia. Giuseppe Orlando avrebbe abbandonato la postazione numero 22 e si sarebbe inoltrato nella macchia per avvicinarsi a un animale ferito. E’ stato a quel punto, proprio a pochi metri di distanza dal cinghiale, che il colpo mortale l’ha raggiunto alle spalle. Secondo quanto spiegato dai testimoni, la vittima era vestita di verde. E’ probabile, dunque, che i compagni di caccia siano stati tratti in inganno anche dal colore della sua tenuta e che non siano riusciti a individuarlo e a distinguerlo bene in mezzo alla vegetazione. L’obbligo di indossare un giubbotto di colore giallo o arancione catarifrangente vige, però, solo nella aree di caccia della provincia di Livorno. Il vicensindaco di Castagneto Carducci, Roberto Callaioli, che ha preso parte alla battuta di domenica, ha ricordato che il provvedimento non è in vigore nelle riserve, ma ha anche annunciato che cercherà di farlo estendere anche alle aree private. Ancora da chiarire, poi, il ruolo delle radiotrasmittenti in dotazione a tutti i cacciatori. I carabinieri stanno lavorando per capire se Giuseppe Orlando avesse avvisato i compagni prima di lasciare la postazione, se non lo avesse fatto o se qualcuna della radioline degli amici fosse guasta o non fosse invece in funzione.
Insomma i militari stanno cercando di appurare se la morte di Giuseppe Orlando potesse essere evitata o se sia invece il frutto di una o più sfortunate circostanze. L’esame autoptico che dovrebbe essere effettuato oggi a Pisa dal professor Luigi Papi, potrebbe fornire un aiuto alle indagini. Ancora ignota, invece, la data dei dei funerali di Giuseppe Orlando. E’ però sicuro che l’ultimo saluto a uno degli eredi della dinastia del re del rame si svolgerà proprio a Castagneto Carducci, nella cappella della famiglia della Gherardesca.
Cosimo Zetti
