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Schianto al rally
Il ciclismo perde il gentiluomo

Franco Ballerini stava partecipando a una gara in provincia di Pistoia. Aveva 45 anni

IL CAMPIONE E L'UOMO: le tue parole su Franco Ballerini

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Firenze, 8 febbraio 2010 - Il ct della Nazionale di ciclismo, Franco Ballerini, 45 anni, è morto ieri mattina mentre prendeva parte alla prima edizione del rally «Ronde di Larciano». La manifestazione era iniziata da pochi minuti, quando è avvenuto l’incidente. L’auto — una Renault New Clio Sport R3 — con a bordo Ballerini, navigatore, e il pilota Alessandro Ciardi, 35 anni, è andata a schiantarsi frontalmente contro un muro di recinzione. Dopo il violento impatto, l’auto è stata sbalzata su un terrapieno e si è rigirata nel senso opposto a quello di marcia. La procura ha sequestrato la camera-car nella quale sono registrate le ultime parole dell’equipaggio.

Si è intuito immediatamente che si trattava di un incidente molto grave. La prova è stata sospesa (e poco dopo annullata) e sono scattati i soccorsi con tre ambulanze e un’automedica con personale specializzato in tecniche di rianimazione. Il primo a essere trasferito all’ospedale del Ceppo di Pistoia è stato Ciardi, mentre le operazioni di stabilizzazione di Ballerini, le cui condizioni apparivano particolarmente gravi, si sono prolungate sul luogo dell’incidente. Una volta giunto all’ospedale, i sanitari hanno continuato le manovre rianimatorie, ma le lesioni riportate (diverse fratture al torace e alla base cranica) hanno reso purtroppo vano ogni tentativo di salvargli la vita.

Ballerini è morto poco dopo le 10 senza avere più ripreso conoscenza. Ciardi guarirà in 40 giorni. Al Ceppo è accorso tutto il mondo ciclistico, i campioni e amici di sempre, Paolo Bettini, Mario Cipollini, Luca Scinto, l’ex ct Alfredo Martini, Franco Bitossi, Andrea Tafi e tanti altri. Attoniti, increduli, provatissimi dal dolore, hanno abbracciato la moglie Sabrina e hanno pianto con lei.

«Ho perso un grande amico, anzi un fratello», ha detto Bettini, che sotto la guida di Ballerini ha vinto un oro olimpico e due mondiali. Poi, ha aggiunto: «Abbiamo rischiato molto di più in bicicletta, scendendo senza casco durante la Rubaix, ed ecco, ora, paghi il conto con il rally... Avevamo corso in auto insieme, ci sembrava di tornare un po’ bambini».

Mario Cipollini si è accasciato seduto su un termosifone, chiedendo a tutti notizie e dettagli sull’incidente. «Sono totalmente incapace di realizzare che Franco è morto — ha detto — e sto provando una rimozione inconscia della realtà, come se qualcosa potesse riportarlo in vita. Mi vengono in mente i tanti momenti di gioia vissuti insieme e in particolare quel giorno a Zolder, nel 2002, quando con la sua regia costruì per me la tattica e la squadra per regalarmi il titolo mondiale. Ogni atleta di alto livello come Franco cerca sempre nuovi stimoli, anche dopo l’attività agonistica, così mi spiegava la sua passione per i rally. Aveva ancora adrenalina e lui la esprimeva, al di là dell’ impegno come ct della Nazionale, nelle corse automobilistiche». Tafi trattiene a stento le lacrime: «Giovedì sera eravamo a cena e abbiamo parlatoi del rally che lui voleva vincere. Va ricordato come un grande personaggio dello sport e come un uomo di grandi doti umane».

Franco Ballerini lascia due figli, Gianmarco, 17 anni, che gioca a calcio nell’Atalanta e ora è in prestito alla Lucchese, e il piccolo Matteo, 10. L’addio al ct, di cui sono state donate cornee e tessuti, sarà a Casalguidi, dove viveva da molti anni. La salma è per il momento a disposizione della procura di Pistoia che stamani deciderà sull’autopsia e poi saranno fissati i funerali.

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