Sgomberata baraccopoli
42 rom dormono in chiesa
Per la terza notte consecutiva le 42 persone sgomberate venerdì scorso dalle baracche che si erano costruiti nell'area ex Osmatex dormiranno all'interno della chiesa Valdese di via Micheli a Firenze
Firenze, 19 gennaio 2010 - Per la terza notte consecutiva le 42 persone sgomberate venerdì scorso dalle baracche che si erano costruiti nell'area ex Osmatex, nel comune di Sesto Fiorentino, troveranno 'rifugio' all'interno della chiesa Valdese di via Micheli a Firenze.
Debora Spini, presidente del consiglio della chiesa Valdese, ha spiegato: ''E' un'emergenza e noi possiamo gestirla e dare ospitalità fino a venerdì mattina, non oltre. Occorre l'intervento delle istituzioni: ho contattato il Comune di Sesto, ma non ho avuto ancora una risposta''.
''Ci sono poi altre 17 persone - ha proseguito Spini - che ospitiamo nella Foresteria Valdese di Firenze, in via de' Serragli e tra loro ci sono anche i casi più delicati''. Ieri la chiesa Valdese aveva sottolineato che tra le persone che hanno chiesto aiuto ci sono anche due bambini, un disabile e due anziani. ''Stamattina - ha poi continuato Spini - sono venute altre persone a chiedere ospitalità, ma abbiamo dovuto mandarli via. Stasera daremo a tutti un pasto e proveremo a fare una sorta di censimento per capire di cosa hanno bisogno e per vedere anche quali sono le loro intenzioni. Abbiamo anche messo a disposizione due nostre assistenti sociali e per la notte abbiamo recuperato materassi e coperte. La soluzione di ospitarli in chiesa, però, può essere solo temporanea''.
''Sono rimasta sorpresa dalla notizia dello sgombero'' ha detto l'assessore alle politiche socio-sanitarie del Comune di Firenze, Stefania Saccardi, che ha espresso anche il suo ringraziamento alla chiesa Valdese. ''Noi non siamo stati coinvolti - ha aggiunto -, ma ora ci ritroviamo queste persone sul nostro territorio, dove tra l'altro abbiamo già l'emergenza dei 240 somali della ex-scuola di viale Guidoni''.
''Non sono in programma provvedimenti straordinari - ha concluso Saccardi - e non pensiamo ad una struttura ad hoc; nemmeno volendo non possiamo farlo. Ci sono i percorsi ordinari come le strutture di pronta accoglienza''.
