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Clochard trovato morto
in pieno centro

Il cadavere tra la folla in largo Alinari, vicino alla stazione Santa Maria Novella

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Senza tetto (foto Germogli)

Firenze 9 dicembre 2009 - Se n’è andato nel giorno dell’Immacolata, poco dopo le cinque della sera, tanta gente ad affollare il centro, in giro per negozi. Lui disteso a terra in Largo Alinari, vicino all’incrocio che da qualche tempo aveva scelto come ripostiglio di vita, anche a costo di suscitare un po’ di stizza in qualcuno, passante o meno. Aveva 48 anni: era un clochard, un senza casa, un senza fissa dimora. Un barbone: li chiamiamo così — quasi sempre con noncuranza, alcuni invece digrignando i denti — e pensare che ognuno di loro ha o aveva un grande futuro dietro le spalle. Una storia importante, magari titoli di studio, lavori importanti.

Di sicuro grandi dolori, come la ‘iena’ Marco Berry ha magnificamente raccontato senza pietismi in una trasmissione tivvù, Invisibili. Se ne è andato nel giorno in cui il Papa parlando in piazza di Spagna ha parlato soprattutto degli ultimi: "Ogni individuo va accolto come persona, ogni storia umana è una storia sacra". E ancora: "C’è un altro inquinamento, quello dello spirito, che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi. Che ci porta a non guardarci in faccia. La città è fatta di volti, se viviamo in superficie le persone diventano dei corpi, diventano oggetti senza volto, scambiabili e consumabili".
 

Il nostro uomo-ultimo si chiamava Jan Jerzy Wieczorek, nato il 25 giugno del 1961, polacco ma per quelli come lui la nazionalità è un concetto astratto, lontano nel tempo, perduto nella memoria. "Deceduto verosimilmente per cause naturali" recita il primo bollettino. Inutili i tentativi di rianimarlo di medico e sanitari della Misericordia. Il cuore sofferente — comunque, eventuali patologie a parte — aveva ceduto e non si è ripreso.

In Largo Alinari, a pochi metri da S. M. Novella, 'casa comune', come tutte le stazioni, degli amici cosmopoliti di Jan Jerzy, c’è chi si è fatto il segno della croce, chi ha gettato uno sguardo frettoloso a quel fagotto coperto da un lenzuolo. E ancora, chi si è chiesto per la millesima volta perché "uno deve ridursi così". Magari perché succede a tanti di andare un po’ alla deriva e di non riuscire, di non potere, di non volere farsi dare una mano. E’ intervenuta la polizia ma non c’era alcun 'giallo'. Semmai, poco dopo, a breve distanza, in via Martelli, i vigili hanno diviso un altro clochard e uno zingaro che litigavano per il posto migliore dove mettersi per chiedere l’elemosina.










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