San Casciano Val di Pesa (Firenze), 16 dicembre 2017 – Immagini , memoria e parole, nella domenica che precede il Natale, si intrecciano nell’evento che rende omaggio all’artigiano dello sguardo Alessandro Sardelli. Al fotografo di San Casciano, scomparso prematuramente, è dedicata la prima antologica, promossa dall’associazione culturale L’Arsomiglio con il patrocinio del Comune, allestita negli spazi del Centro Lotti di Mercatale. Domani, domenica 17 alle ore 16, si inaugura "Viaggio di Alessandro Sardelli - artigiano dello sguardo (1940-2014). Prima Tappa - Le Origini in 40 scatti", l'evento espositivo che ripercorre la vita di uno dei fondatori dell'associazione L’Arsomiglio, le cui opere sono oggi conservate presso il Dipartimento Arte&Spettacolo dell'Università di Firenze.

La mostra è la prima di un trittico che si propone di far luce sul senso di un percorso tra i più suggestivi e importanti espressi nel territorio. Mercatale eredita il lascito artistico e umano di Alessandro Sardelli, un fine operatore culturale, oltre che fotografo di grande talento. Grazie al suo lavoro e alla documentazione raccolta nel corso degli anni, il Centro Lotti di Mercatale rappresenta un punto di promozione della fotografia tra i più attivi in Toscana. L’associazione L’Arsomiglio, fondata tra gli altri da Alessandro Sardelli, è divenuta un centro di aggregazione e di scambio tra professionisti e giovani a livello nazionale.

“Un progetto culturale di ampio respiro - dice il sindaco Massimiliano Pescini - che ha coinvolto la collettività con l’obiettivo di valorizzare la memoria della Toscana. Un’azione concreta di questo impegno, promosso e incentivato da Alessandro, è la costituzione di un archivio fotografico e digitale del Chianti che custodisce migliaia di immagini alle quali è affidato il compito di raccontare e ripercorrere i cambiamenti che hanno interessato il nostro territorio sotto il profilo culturale, sociale, economico, legato al costume e alle tradizioni”.

“Un lavoro contrassegnato da una disposizione d’animo genero – dicono i membri dell’associazione - lieve, aperta, curiosa e schiva nello stesso tempo, anche leggera nella sua profondità, sempre misurata. Alessandro ci ha voluto parlare in questo modo e noi così possiamo guardare e capire meglio la sua ricerca fotografica”. L’indagine attraversa 40 anni e ha preso le mosse dai luoghi, dai volti, dalle attività che Sardelli frequentava e conosceva meglio per arrivare ai temi più intimi e profondi. “Un percorso ardito, coraggioso, personalissimo – conclude il presidente dell’associazione Paolo Marini - alimentato concettualmente dall’incontro, a metà degli anni ’80, con artisti del calibro di Luigi Ghirri, Gorge Tatge e Gabriele Basilico”.

Orario di apertura: sabato dalle 16 alle 19, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Ingresso libero. La mostra è visitabile fino al 21 gennaio 2018.