Firenze, 30 gennaio 2018 - I contrasti, i colori, la ricchezza, le bizze e l’originalità di una diva: tutto questo e molto di più è il prezioso docufilm dal titolo Grace Jones: Bloodlight and Bami di Sophie Fiennes. Quasi due ore per il racconto dell’incontenibile energia che hanno reso famosa Grace Jones nel mondo: dalle gambe bellissime e oliate per i concerti ai cappelli più audaci. Sbarca così nelle sale il documentario dedicato all’iconica diva degli anni ‘80 che si potrà vedere in esclusiva a Firenze al cinema La Compagnia fino all’8 febbraio per poi essere distribuito in tutta Italia.

Grace Jones ha un legame speciale con Firenze: è qui che fu applaudita protagonista nel seguitissimo concerto alla Stazione Leopolda, che anni fa inaugurò la rassegna «Un Week end postmoderno». In tutta la pellicola il lavoro sapiente della regista francese Sophie Fiennes, che ha saputo creare un’esperienza cinematografica dal forte impatto visivo, mettendo a contrasto sequenze musicali, riprese più intime e materiale personale. Presentato in anteprima nazionale al Torino Film Festival, eccolo nelle sale italiane per tratteggiare un profilo inedito e molto personale della poliedrica, camaleontica artista giamaicana, mostrando i suoi volti di artista, ma anche di amante, figlia, madre, sorella e nonna, raccontandola senza filtri, fino alla scoperta di chi si cela davvero dietro la maschera della diva. «Grace Jones: Bloodlight and Bami» è un viaggio sorprendente attraverso la carriera pubblica e la vita privata della ex modella, cantante e attrice.

Dinamica, bella, asciutta: è da non credere che sia prossima ai 70 anni e che sia praticamente uguale a quando ha iniziato. Il film è da vedere e racconta il suo approccio col pubblico, i suoi capricci da primadonna e anche la sua lungimiranza di artista vera che contesta anche uno show televisivo. Il racconto dell’eccesso di stimoli di una vita speciale, messo a confronto al percorso di un’artista diventata un’icona della moda e dell’arte.