Firenze, 3 aprile 2017 - LA TOSCANA che non ti aspetti è la Toscana che può ancora crescere. E favorire quel salto di qualità che il turismo alle nostre latitudini attende da tempo. Almeno da quando la crisi globale non consente più a un settore - che comunque continua a essere l’unico in cui il mercato del lavoro non si arresta - di vivere di rendita. La magnificenza di Firenze, la Torre di Pisa, San Gimignano, Volterra, Siena, Lucca e Arezzo non bastano e non si bastano più. Bisogna andare oltre, bisogna osare, bisogna emozionare. E virare il timone verso un contesto esperenziale che, a oggi, risulta anche remunerativo. Perché sì, è brutto a dirsi, tutto ruota ancora intorno alla pecunia. Con il romanticismo fine a se stesso e la bellezza in senso stretto, non si producono fatturati e siccome il turismo in Toscana è l’industria più remunerativa, è arrivato il momento di cambiare passo. Come? Valorizzando i luoghi meno noti e le miriadi di eccellenze che questa regione esprime. Fino a domani alla Bit di Milano, la Toscana si mette in mostra al padiglione 4. Il nuovo allestimento abbandona la tradizionale bicromia bianco-rosso per dare spazio al bianco venato di grigio del marmo apuano e al verde serpentino di Prato. Ossia ai colori tipici del romanico Pistoiese. Un omaggio a Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017. Una piccola variazione al tema che dà però la sintesi di un approccio diverso, nuovo, inaspettato. Quello che farà la differenza negli anni a venire.