Firenze, 20 marzo 2017 - E siamo qui a piangere un altro morto sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno. La famigerata ‘Fi-Pi-Li’, o ‘Sgc’, acronimo roboante che sta per Strada di grande comunicazione. L’altra mattina un uomno di 65 anni ha perso la vita perché, dopo un tamponamento, è uscito dal suo furgone ed è stato travolto da un altro veicolo che stava sopraggiungendo. Al di là delle responsabilità dei soggetti e della dinamica da accertare in questo caso (spetta alla polizia stradale, non a noi), almeno una considerazione ci pare d’obbligo: ma se ci fosse la corsia d’emergenza, su questa arteria tanto utile quanto maledetta, non si potrebbero evitare tragedie del genere?

SULLA ‘FI-PI-LI’ si sono spese parole e soldi (tanti) senza risolverne i mille e mille problemi che la rendono una ‘road to hell’, una strada per l’inferno. Si usano gli autovelox - che non sgarrano mai, giustamente - e si è perfino parlato di pedaggio. In ogni caso, ben che vada si continua a fare i conti quantomeno con un fondo stradale terribile, con carreggiate strette e senza corsie d’emergenza, con code chilometriche ogni volta che c’è un cantiere minimamente impegnativo. Ogni stagione è foriera di guai, su questa strada. Lo è sia per chi la percorre per andare a lavorare, sia per chi la usa per raggiungere il mare. Speriamo di non dover riscrivere questo identico commento fra due mesi. O anche fra due anni. Magari cambia poco.