Costretti a pagare due volte la bolletta
Un migliaio di famiglie coinvolte nella faccenda

Firenze, 7 settembre 2009 - L’azienda “letturista” viene messa in liquidazione e i condòmini sono costretti a ripagare al gestore idrico i soldi già versati. È successo a un migliaio di famiglie della provincia di Firenze, distribuite in numerosi condomìni della città e dei Comuni di Signa e Lastra a Signa. Il caso, denunciato a fine agosto dall’Aduc, associazione di consumatori, riguarda la società Asco srl, accusata di aver cessato l’attività senza pagare le ultime bollette, per le quali gli utenti avevano già versato i soldi. Dietro all’intera vicenda vi è anche un contenzioso fra la Asco srl e la società precedente, la Asco snc, chiusa nel 2005. Le due aziende si addossano a vicenda la responsabilità dei soldi mancanti e probabilmente l’intera storia prenderà le vie legali.
Non solo: il caso è approdato anche in consiglio comunale, con un’interrogazione del Pdl di Signa, che chiede chiarezza sul ruolo di consiglieri ed ex consiglieri Pd nelle due società. Soprattutto però, secondo l’Aduc, all’appello mancano 104.723,60 euro. Soldi che Publiacqua, società a maggioranza pubblica presieduta da Amos Cecchi, pretende dai condòmini, pur dichiarandosi disponibile a non tagliare l’acqua e a rateizzare gli importi. Una scelta obbligata, a detta della società, che ha però scatenato molte polemiche.
«Alcuni condomìni – hanno spiegato da Publiacqua – affidano la ripartizione dei consumi per unità abitativa a una ditta recapitista che invia le bollette ai singoli condòmini e versa a Publiacqua quanto riceve, eccetto l’aggio per il servizio. Nel caso Asco srl, la ditta ha comunicato di aver cessato l’attività il 31 marzo 2009. Publiacqua, che non era tenuta a conoscerne la situazione finanziaria, ne ha preso atto. Nel frattempo, gran parte dei 140 condomìni gestiti da Asco srl si è messa in contatto con Publiacqua per comunicare la nuova ditta recapitista e concordare i piani di rientro, riservandosi di rivalersi sulla Asco srl». E intanto l’Aduc chiede alla Procura di inervenire.
Lisa Ciardi
26/02/2010 - San Domenico Di Fiesole
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