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LA CITTA' E LE FRONTIERE DEL DEGRADO

I nuovi re delle Cascine sono i baby prostituti

Droga e prostituzione. Ecco la notte alle Cascine che adesso conosce  sempre di più il fenomeno della prostituzione maschile. In prevalenza si tratta di extracomunitari, alcuni dei quali addirittura minori di 18 anni. Il viale degli Olmi è la zona maggiormente interessata dal fenomeno 

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Firenze, 26 agosto 2009 - La vecchia Clio gira da tre ore come un’ape impazzita sui fiori. A bordo un anziano, che scruta il buio dei vialetti intorno al piazzale delle Cascine. Cerca l’amore mercenario dei ragazzini di vita stranieri che si nascondono tra le siepi, pronti a spuntar fuori e a contrattare la tariffa con i clienti prima di rituffarsi con loro nel boschetto. A fare gli stessi giri del pensionato, un giovane ben vestito con uno scooter. Lui cerca altro, probabilmente ha un appuntamento con un pusher per acquistare fumo o cocaina. Lo spacciatore deve essere in ritardo. Perché il ragazzo gira nervosamente, si addentra nella macchia per poi tornare fuori e compiere un altro periplo della piazza. Benvenuti alle Cascine, no man’s land, la terra di nessuno dove nel silenzio del parco avvengono i commerci più turpi.
 

 

E’ da qui che è cominciato il nostro giro con la Fondazione Caponnetto nella ‘Firenze Criminale’. Un viaggio attraverso la criminalità diffusa per far passare un messaggio: a certe cose non ci si può abituare. La prima puntata di questa "discesa all’inferno e ritorno" comincia proprio dal polmone verde fiorentino, dove arriviamo intorno alle 23. Basta sostare un po’ davanti alla facoltà di Agraria per notare l’atmosfera irreale che si respira.

 

La piazza è come uno specchio d’acqua senza corrente. Sul pelo dell’acqua c’è la prostituzione maschile: gruppi di ragazzi che arrivano dalla Romania stazionano sulle panchine in attesa. Alcuni sono molto giovani, appena maggiorenni si direbbe, oppure no. Fino a mezzanotte, l’una tutto avviene come in altre zone cittadine con le donne. Ma dalle due in poi tutto è possibile. Anche lo ‘show’ di un giovane che si avvicina a un cliente in macchina. L’uomo gli chiede di toccarsi lì, in mezzo alla strada, mentre lui lo guarda dalla vettura accesa. E così accade, senza ritegno o pudore. Ma la prostituzione è solo quello che emerge. Nei fondali della notte, quelli più bui in mezzo al bosco che porta verso piazza Vittorio Veneto, attraverso viale degli Olmi e viale Lincoln, ci sono gli spacciatori che hanno occupato la zona. E hanno altri fiorentini come clientela. Quelli del ‘cannino’ o della sniffata che arrivano qui per la droga e non esitano a infilarsi in quei boschetti e uscirne poco dopo con l’aria soddisfatta. Senza la bramosia della droga non ci entrerebbero mai. Eppure non si fanno problemi (e poi dicono che Firenze non è una città tranquilla). In quei boschetti entrano anche le forze dell’ordine. Le volanti della polizia, quelle della municipale girano spesso da quelle parti.

 

Ci sono anche auto-civetta. Ma è una lotta impari. Perché quando ci sono le forze dell’ordine tutti sembrano occupati a prendere il fresco, chiacchierare e altre amene attività. Non appena le auto vanno via ricomincia la rumba. Un tempo era il parco verso l’anfiteatro a rappresentare il punto di partenza per spaccio e altri reati. Oggi non è più così. Il pratone dell’anfiteatro e tutta la zona fino alla palazzina dell’Indiano è completamente illuminato a giorno. I vialetti sono illuminati a giorno. A percorrerli sembra autunno, con le tantissime foglie cadute dagli alberi per il gran caldo. Ma non c’è nessuna presenza strana. La zona dell’anfiteatro sembra spettrale, deserta e illuminata come se dovesse essere piena di gente. Ma funziona.

 

In quel tratto non si registrano più problemi da tempo. Spaccio e prostituzione si sono trasferite invece nel bosco di viale degli Olmi. Il front-office è piazzale delle Cascine, l’accoglienza clienti. Ma gli affari si fanno al buio. Ma la ‘Firenze criminale’ non è solo alle Cascine. Ci sono zone ancora da raccontare, altre zone franche dove si spaccia, si vende il proprio corpo, si sta in attesa di attaccare briga o per bere fino a svenire.
Piccole cose al confronto della criminalità organizzata. Ma, come dice la vedova Caponnetto, se ci si abitua alle piccole cose si finisce per sdoganare anche quelle peggiori.

Fabrizio Morviducci










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