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LA NUOVA STAGIONE POLITICA

Renzi: "Se c'è la legge speciale cambio Tav e tramvia"

Il sindaco Renzi si dice pronto a rivedere tramvia e tunnel Tav, ma serve la legge speciale. "Possiamo verificare passaggio dal Duomo e sottoattraversamento". Subito i lavori a Campo di Marte. Un miliardo in ballo. Linea 2: "Dove passerà il tram è l'ultimo dei miei problemi. Tutti i governo sono stati corresponsabili, sblocchino quei 124 milioni di euro"

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Prove tecniche di tramvia Firenze, 28 luglio 2009 - E’ tramontata l’era dei tabù. «Non ho nessuna preclusione ideologica nell’utilizzazione del sottosuolo», ma neppure per un eventuale passaggio in superficie. Il sindaco Matteo Renzi parla al consiglio comunale di alta velocità, ma ci mette dentro tutto. E’ la sua «idea di città» quella che snocciola con parole a raffica davanti all’assemblea cittadina. Un’idea globale: «Non si può parlare del sottoattraversamento della Tav se non si è deciso il percorso delle linee 2 e 3 della tramvia, non si può parlare di tramvia se non è stato definito lo sviluppo urbanistico».

 

Reazioni a catena da discutere con tutti e a tutti livelli: «Una lettura d’insieme da fare con il consiglio, siamo convinti che l’amministrazione comunale abbia un nuovo corso». E poi il dialogo con Provincia, Regione e Governo. Prima di far rifiatare gli altri, aggiunge che «nessuno vuol perdere tempo» e che «bisogna fare presto e bene». Dunque, cala tutti i grandi temi in discussione, dalla tav alla tramvia allo stadio. Poi critica il governo che parla del tram «come al bar sport» e chiede con forza la realizzazione della legge speciale per Firenze («se le parole di Berlusconi hanno un senso»), «una città che dà al governo centrale più di quanto riceve». «Non si può parlare solo di Tav, tramvia e Maggio con il governo, non vogliamo chiedere denari, di questi tempi suonerebbe come una provocazione. Ma una normativa speciale per l’arte, la bigliettazione unica dei musei... E tutto il resto. Dove passa la tramvia, è l’ultimo dei problemi».

Renzi non vuole una legge «do ut des», ma un intervento per il rilancio della città. Chi vuole intendere intenda. Il sindaco dice chiaramente che si può intervenire sui progetti, che saranno rivisti e, se necessario, corretti. «Ma i finanziamenti devono essere sbloccati». In ballo ci sono progetti per un miliardo, mica noccioline.
Renzi parla, e salta da un argomento all’altro, non per far percepire l’andamento di palo in frasca, ma per ribadire l’importanza del «tutto unico».

«L’Alta velocità è un obiettivo strategico importante e serio, Firenze ha bisogno di collegamenti moderni, rapidi e intelligenti», dice Renzi che parla di linee guida: «Sì alla Tav e sì al binario metropolitano», ovvero una linea ferroviaria di superficie che sfrutti le stazioni esistenti fra Rovezzano e l’Osmannoro: «Un tragitto che si copre in dieci minuti che non può essere attivato solo in occasiione dei concerti».

 

Problemi. Sul sottoattraversamento e sulla stazione Foster, Renzi annuncia che devono essere date opportune garanzie: «Il confronto con la gente c’è stato e ci sarà e il sindaco farà la propria parte — dice —. Ma le garanzie devono essere date dagli studi. Per questo l’Osservatorio ambientale sta monitorizzando il cantiere nell’area ex Macelli». «Se però diciamo quali palazzi sono a rischio per il passaggio sotterraneo, bisogna anche dire se si fa il sovrattraversamento quali devono essere buttati giù». Nell’occasione parla anche di metropolitana. «Il sistema di trasporti di oggi non funziona, una soluzione va trovata».

 

Renzi ribadisce la necessità «della stazione provvisoria dell’Alta velocità al Campo di Marte», improponibile oggi con la ferrovia così com’è «per questo bisogna attivarsi da subito». Tornando alla tramvia, sottolinea che sui tracciati «c’è la piena corresponsabilità di tutti i governi che si sono succeduti, ci facciano sapere se vogliono recedere dall’impegno preso». E qui fa riferimento ai 124 milioni di fondi bloccati per la realizzazione delle linee 2 e 3. Poi il Maggio, il Parco della Musica: «Un gesto di riconoscimento per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia che la Repubblica fa a Firenze, una delle tre capitali d’Italia». Infine Renzi se la prende con gli amministratori delegati delle grandi società: «Oltre a quello che hanno da avere, si segnino anche quel che hanno da fare. E’ inutile far partire la linea 1 della tramvia se non è stato fatto il parcheggio scambiatore a Scandicci». Poi lo stadio, la cittadella viola: «Non siamo a discutere di 60, 70 o 80 ettari: anche lo stadio fa parte della discussione globale del piano strutturale, dello sviluppo della città». E domani ne parlerà con Della Valle.










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