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FUCECCHIO

E gli operai si comprano l'azienda

I dipendenti mettono i loro risparmi per tenere aperta la Marianelli, una delle più antiche aziende di pelletteria di Fucecchio. Sembrava dovesse chiudere per scelta dei proprietari, ora invece è salva, grazie a una quarantina circa di dipendenti sia del comparto produttivo che di quello amministrativo

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Fucecchio, sciopero dei dipendenti della ditta Marianelli (Foto Germogli) Fucecchio (Firenze). 11 luglio 2009 - «La fabbrica chiude? Allora la compriamo noi». Non si sono perduti d’animo i dipendenti della Marianelli, una delle più antiche e prestigiose aziende di pelletteria di Fucecchio, d’importanza nazionale, che nella primavera scorsa sembrava dovesse cessare l’attività per una particolare scelta dei proprietari, che ora può dirsi salva.

 

Dopo le agitazioni sindacali che avevano visto schierate anche Ugl e Cgil, insieme ai lavoratori ai quali era stata comunicata la messa in cassa integrazione, e dopo l’annuncio che proprio in questo mese di luglio si sarebbero chiusi i battenti, un gruppo di dipendenti sia del comparto produttivo che di quello amministrativo, ha deciso di tentare l’avventura di una gestione diretta e ha rilevato le quote sociali per proseguire l’attività.  Un impegno non di poco conto ma che si basa tuttavia sull’elevato profilo professionale di coloro che fino a ieri sono stati a libro paga della Marianelli ma anche della restante parte delle maestranze, una quarantina fra tutti, che oltre a mantenere a Fucecchio un marchio di rilievo salva, così, numerosi posti di lavoro.

 

D’altra parte l’azienda fucecchiese non ha mai avuto problemi di bilancio né di ordini lavorando, con reciproca soddisfazione, per alcune delle griffe più note a livello nazionale e internazionale che, come è noto, affidano il proprio marchio solo a lavorazioni che possano garantire la massima qualità. Partendo da questo presupposto una parte dei dipendenti ha deciso di fare il grande passo investendo nell’operazione tutti i propri risparmi.

 

C’è dunque ottimismo anche per un ulteriore rilancio della pelletteria che a quanto pare starebbe elaborando nuovi modelli da proporre sul mercato e trattando intese per realizzare altre griffe tutte di spessore addirittura europeo. Va anche ricordato che se la crisi ha avuto un riflesso, in generale, su molti generi di consumo e pertanto anche nel settore moda, qui nel comprensorio empolese e nei vicini comuni dell’area pelle, la Marianelli ha rappresentato un caso a parte con un’immagine ed un mercato a quanto pare inossidabili.
Gli ex dipendenti ora nuovi soci hanno traguardi ambiziosi che vanno ben al di là del semplice mantenimento dell’attuale attività produttiva e relativi livelli occupazionalli: avrebbero in animo, infatti, di acquistare un nuovo capannone per ampliare la produzione.

  • 14/07/2009 11:27
    marco
    BRAVI.BRAVI.BRAVI. Anch'io lavoro in un'azienda che tirerà giù il bandone a fine luglio, ma questa possibilità non si è mai presa in considerazione anche perchè di operai con un certa professionalità non ci sono, e molti o sono vicini alla pensione o sono apprendisti eppoi con degli stipendi dai 900,00€ ai 1150,00€ non è che si riesce a mettere da parte molto se uno a pure famiblia. Sicuramente da voi vi saranno professionalità eccelse ma in una fabbrica di pressofusione -come quella dove lavoro io- vi è solo un laureato e tre diplomati il resto sono con la licenza media, dove vgliamo andare se non in cigs?, poi il settore è anche mezzo morto. Auguri di cuore per la vostra nuova avventura e ricordatevi che l'unità e l'umiltà dei lavoratori fa la forza per andare avanti. Marco
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LA FOTO DEL GIORNO

Firenze, pattuglie a cavallo

Pattuglie a cavallo
nei giardini e nei parchi

Le pattuglie a cavallo dei carabinieri presidiano i parchi della città, Cascine, Boboli, Stibbert, inserendosi a pieno titolo nel piano "estate sicura" attuato per garantire maggiori controlli nei mesi estivi anche dove fiorentini e turisti cercano refrigerio ed un po’ di tranquillità. I cavalli vengono anche utilizzati per la prevenzione degli incendi, perlustrando quelle zone boschive nelle immediate periferie del capoluogo fiorentino, specie a Fiesole

(Foto omaggio)