Ma la notte sì. Solo dall’ora del telegiornale alla mezzanotte, però: quella è la fascia oraria giusta, la 'fascia protetta' per aprire cantieri, mettere transenne, ridurre gli spazi delle carreggiate. Lo hanno detto alla ‘Nazione’ i 100 fiorentini che hanno risposto sul sito www.lanazione.it/firenze al sondaggio lanciato dal nostro quotidiano
Firenze, 27 maggio 2009 - Ma la notte sì. Solo dall’ora del telegiornale alla mezzanotte, però: quella è la fascia oraria giusta, la 'fascia protetta' per aprire cantieri, mettere transenne, ridurre gli spazi delle carreggiate. Basta coi lavori di giorno, che si tratti di rattoppare le buche o di ridipingere di rosso le piste ciclabili. Si può fare altrimenti. E senza notti passate in bianco. Perché il riposo è e resta sacro.
Lo hanno detto alla ‘Nazione’ i 100 fiorentini che hanno risposto sul sito www.lanazione.it/firenze al sondaggio lanciato ieri dal nostro quotidiano: lavori stradali, quando preferite che vengano fatti? Cento fiorentini: campione piccolo? Non è elaborato scientificamente. Ma è indicativo. Perché è scaturita una risposta senza mezzi termini. Senza se e senza ma.
Alle 20,30 i lettori che hanno risposto alla domanda si sono espressi in stragrande maggioranza (86.27%) per l’apertura notturna dei cantieri. Parziale, è ovvio, nella fascia oraria 20-24, 'protetta' dal grande traffico che così non subirebbe ulteriori paralisi. O solo in maniera ridotta. A seguire, ma a grandissima distanza percentuale (7.84%), lettori che hanno indicato nelle due ore — dalle 6 alle 8 del mattino — il periodo più calibrato per eseguire i lavori senza che gli stessi intralcino troppo; infine (5.88%) ecco chi invece è ancora convinto che i lavori debbano essere effettuati solo in orari diurni.
"Ma proprio in pieno giorno dovevate mettervi a dipingere quella striscia rossa?". L’ultimo cantiere scatenante, lunedì mattina, in piazza della Libertà, all’incrocio semaforico con viale Lavagnini, per ridipingere il tratto di pista ciclabile. Solite contumelie di automobilisti, autisti e scooteristi bloccati sotto il sole rovente, in coda in fila per due, costretti a passare uno per volta, con rischio di tamponamenti nel tratto curvilineo di piazza, lato parcheggio Fondiaria. Questo ha offerto lo spunto per il sondaggio, con indicazioni da parte di un campione di cittadini (parziale e non statisticamente rappresentativo) da girare agli amministratori prossimi venturi. Si dirà: i lavori bisogna pur farli, altrimenti fioccano proteste di inerzia, per l’asfalto marcio e bucato o bucato perché marcio. Ma ascoltare di più i cittadini può rendere perfettibili decisioni e lavori pubblici.
Da qui al capovolgimento del sistema di cantierizzazione, ce ce ne corre. I fiorentini non intendono passare da code e ingorghi asfissianti e stressanti a notti trascorse in bianco causa rumori assortiti di lavori, ruspe, martelli pneumatici. Già c’è il problema di alcuni turni di pulizia strade (vedi zona Cure-viale dei Mille), con rumori notevoli ben oltre la mezzanotte. La normativa nazionale fissa in 75 decibel il limite massimo di inquinamento acustico notturno. Ma solo se viene firmata una deroga. Di giorno, si scende a 55. Di altre 5 unità (50) nei cantieri. L’Asl controlla i limiti nel senso che il Comune, ricevuta richiesta di deroga dalle imprese deve poi sottoporla all’Asl, il cui parere è vincolante. E in molti casi per esempio la direzione della manutenzione stradale non ha ottenuto il via libera. Si consideri poi il rispetto delle norme di sicurezza. C’è poi da considerare la questione dei costi, forse il vero punto focale della questione: l’aumento dei costi, relativo a pagamento di straordinari, indennità varie agli operai, o comunque a chi è impegnato nei lavori, in quegli orari. Se i costi aumentano, il budget dei lavori viene tagliato. Con conseguenze in termini quantitativi, forse anche quantitativi.
giovanni spano
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