Notizie Firenze
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
LE NOSTRE INCHIESTE

Le notti da sballo finiscono a Santa Maria Nuova

La notte al pronto soccorso è una galleria di emergenze dalla quale è difficile riprendersi. I medici raccontano che spesso i lettini di Santa Maria Nuova sono affollati di pazienti che hanno esagerato in un pub, fra birra e whisky. Soprattutto stranieri

I giovani e lo sballo. Alcol, sregolatezza, guida pericolosa. Cosa ne pensi? Dì la tua

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Firenze, pronto soccorso Santa Maria Nuova (Foto Pressphoto) Firenze, 17 aprile 2009 - La notte al pronto soccorso è una galleria di emergenze dalla quale è difficile riprendersi. Non siamo in un film, eppure i medici in prima linea esistono e raccontano lo spaccato di città che si trascina fino all’alba fra dolore, sangue e miracoli. E anche alcol. Il veleno del nuovo millennio. Ci raccontano che i lettini talvolta sono affollati di pazienti che hanno esagerato in un pub, fra birra e whisky. Soprattutto stranieri. Santa Maria nuova è l’avamposto del centro storico. Il fronte di una guerra quotidiana spesso vinta. La ’tavola del dolore’ è scritta in altre otto lingue oltre all’italiano: anche in cinese, somalo, albanese, rumeno e giapponese. E poi in inglese, francese e tedesco. Ci sono mediatori culturali, hostess dalle 8 alle 20, pannelli con ‘news 24’ e le indicazioni del numero dei pazienti in visita o in osservazione e i rispettivi codici. E’ piccolo, ora, il pronto soccorso di Santa Maria Nuova, ma è molto efficiente. Arrivano il vip della ‘city’, della politica o dell’arte come i barboni senza nome, i ‘fantasmi’ della città. Arriva il carcerato che ha appena scontato la pena e non sa dove andare a dormire. E quando l’inverno entra nelle ossa, lui, l’ex carcerato, ti guarda negli occhi e dice: "Altrimenti devo farmi arrestare di nuovo".

 

E loro, medici e infermieri, hanno una parola per tutti, una attenzione per il disagio. Ma non è sempre facile, qualche notte è veramente una ‘battaglia’. Ci sono turni in cui, in quelle stanze, arrivano anche 4, 5 o addirittura 6 persone ubriache magari insieme. Come per un tacito appuntamento. Ci sono etilisti ‘abituali’ che gli operatori conoscono bene per antica frequentazione, ma anche molti, tanti giovani. La dottoressa Maria Teresa Passaleva, di turno la scorsa notte, non si scompone e non ama generalizzare. "Sì, ci capita qualche notte difficile per abuso di alcool, stranieri o fiorentini è lo stesso". Giovani, sempre più giovani; ubriachi, sempre più ubriachi. Ragazzi stranieri che scoprono qui il mondo proibito a casa loro. Non lo fanno per scelta, capita quando a quell’età si rincorre il fascino dell’ignoto. "A volte creano confusione; in altri ospedali, più decentrati, questo problema lo avvertono meno perché le notti da sballo comunque finiscono qui in centro".

 

In fiorentino si dice che ‘fanno buca tutti lì’. E attorno a quel pronto soccorso gravitano anche personaggi ‘particolari’. C’è chi arriva puntuale a mezzanotte, cinquanta anni e passa, un impermeabile sdrucito, auricolari a musica sparata nelle orecchie, lo sguardo perso molto lontano. Arriva alla macchinetta fuori dal pronto soccorso, prende un caffè, resta due minuti imbambolato a guardare e poi se ne va. Tutte le sere. C’è ‘Giovanni’, un arrotino da strada, un omone di due metri, buono come il pane che a volte beve e va di fuori. Il, problema è quando si ‘porta il lavoro a casa’. Una notte sono arrivati tutti di gran carriera, polizia, carabinieri, perché Giovanni aveva addosso 14 coltelli e 2 sciabole. Non era il caso di ricoverarlo in psichiatria con quell’armamentario addosso.

amadore agostini

Nessun commento presente
 

LA FOTO DEL GIORNO

I pipistrelli del parco di Villa Demidoff

I pipistrelli del parco
di Villa Demidoff

Si è concluso lo studio condotto dagli zoologi del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze (Sezione di Zoologia “La Specola”), per definire esattamente le specie di chirotteri - più conosciuti come pipistrelli – presenti nell’area del Parco di Pratolino, la loro consistenza, i rifugi o e il loro utilizzo stagionale. i risultati sono confortanti e potrebbero contribuire alla sopravvivenza di questi animali

Foto omaggio