Un'operazione dei carabinieri ha portato all'arresto di 12 persone, tra italiani e magrebini residenti nelle province di Arezzo e Firenze, che spacciavano cocaina e eroina. Alcuni di loro erano già sottoposti a domiciliari e obbligo di dimora e nonostante questo smerciavano la droga direttamente da casa
Pontassieve (Firenze), 27 marzo 2009 - I carabinieri hanno arrestato a Pontassieve dodici persone, tra italiani e magrebini, per spaccio di cocaina e eroina. La cattura, nell'ambito dell'operazione 'Dirty hands', è arrivata al termine di un' indagine cominciata nell'aprile del 2008 e che aveva condotto già in precedenza all'arresto di 4 persone.
Cinque degli spacciatori sono stati arrestati questa mattina a Firenze dopo essere stati colti in flagranza di reato e tre di questi spacciavano direttamente in casa nonostante fossero sottoposti, rispettivamente all'obbligo di dimora, all'obbligo di firma e il terzo ai domiciliari.
Gli italiani arrestati hanno tutti tra i 20 e i 30 anni e acquistavano la droga allo scopo di usarla a scopo personale ma anche di rivenderla ad amici. Tra gli arrestati, anche il proprietario di un Internet Point e un commerciante di videogiochi, mentre i restanti sono artigiani e operai. I magrebini invece, nullafacenti, potevano contare su una fitta rete di contatti per rifornire i propri clienti in qualsiasi ora del giorno o della settimana.
Le indagini hanno coinvolto 80 militari e hanno permesso il sequestro di circa 85 grammi di eroina e 120 grammi di cocaina, materiale da taglio, confezionamento e bilancine di precisione, oltre a 15mila euro, ritenuti provento di spaccio. Sequestrate anche diverse schede telefoniche utilizzate per gestire il traffico di droga.
L'operazione "Dirty hands" prende il nome dal gergo utilizzato dagli spacciatori per indicare la quantità di sostanza da cedere. Infatti gli spacciatori si accordavano con i clienti usando come linguaggio convenzionale le mani; ovvero indicando la quantità minima venduta al dettaglio corrispondente a 5 grammi (una mano).
È di nuovo attiva sulla Cupola del Duomo di Firenze la telecamera collocata dalla Provincia per seguire la vita di Giotto e Tessa, la coppia di falchi pellegrini che ha messo su casa e famiglia fra le tegole di Brunelleschi. Sono già state deposte alcune uova ed è possibile seguire in diretta la cova, collegandosi al sito www.provincia.fi.it