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HANDICAP E LAVORO

Disabili, categoria poco protetta

I disabili sono spesso vittime di un forte pregiudizio. Tutti cercano lavoro nelle liste delle cosiddette ‘categorie protette’ che anche in Toscana si gonfiano sempre più. Di questo si è parlato a Firenze nel corso di un convegno all’Istituto degli Innocenti: 'Applicazione della legge 68/99 in Toscana: analisi e prospettive'

 

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disabili Firenze, 25 marzo 2009 - Il mondo dell’handicap non è fatto solo di persone in carrozzina. Ci sono i non vedenti, c’è il cinquantenne malato di cuore che, non potendo più svolgere mansioni faticose, si trova in mezzo a una strada. Senza contare i disabili psichici, vittime spesso di un forte pregiudizio. E tutti cercano lavoro nelle liste delle cosiddette ‘categorie protette’. Che anche in Toscana si gonfiano sempre più. Di questo si è parlato ieri a Firenze nel corso di un convegno all’Istituto degli Innocenti: "Applicazione della legge 68/99 in Toscana: analisi e prospettive".

 

Hanno partecipato i presidenti regionale e provinciale Fand (federazione tra le associazioni dei disabili), Virgilio Moreno Rafanelli e Antonio Quatraro, gli assessori regionali Gianno Salvadori e Gianfranco Simoncini e il presidente regionale Anmic (mutilati e invalidi civili), Domenico Ceccotti. Nel 2007 nella regione sono stati avviati al lavoro 1822 disabili, meno della metà delle persone che, nello stesso anno, si sono iscritte al collocamento mirato. Il dato, fotografia di una situazione di ‘silenziosa’ emergenza, è stato fornito durante i lavori da Simoncini ed è confermato dai sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil). Proprio per questo l’assessore ha annunciato una riunione della commissione tripartita, per arrivare a un patto regionale sulla disabilità.

 

Una situazione che sembra però destinata ad aggravarsi di anno in anno. Basta pensare che, sempre nel 2007, in Toscana gli iscritti disponibili al lavoro erano oltre 20mila. Il realtà il dato complessivo sarebbe molto più alto (più di 37mila persone) ma, spiegano i tecnici della Regione, la metà arriva in ‘eredità’ dal vecchio obbligo di iscrizione al collocamento; e non è concretamente in grado di lavorare. Il dato attendibile, quindi, sarebbe di 20mila disabili attualmente in cerca di una occupazione. Con un ritmo di oltre 6mila nuove iscrizioni ogni anno e di soli 1800 avviamenti nello stesso periodo. "La legge di riferimento - spiega Michele Cirrincione, dell’ufficio handicap Uil - è la 68/99; che ha esteso alle imprese private l’obbligo di assumere almeno il 7% dei dipendenti tra le categorie protette; ma ha reso più blandi controlli e sanzioni”.

 

Il problema è che molte imprese preferiscono pagare le multe piuttosto che assumere i disabili. Tanto che due bandi organizzati dalla Provincia di Firenze, che stanziavano 600mila euro per facilitare le assunzioni, sono andati praticamente deserti. Ma anche la gran parte degli enti pubblici è inadempiente: “La stessa regione Toscana – denuncia Cirrincione – è in difetto di ben 20 assunzioni”. Ogni scusa, per non assumere, sembra essere buona. Dalla crisi economica alla ricerca di alte professionalità. “La legge – spiega Quatraro – parte dal principio dell’uomo giusto al posto giusto. Ma ci sono forzature, come nel caso dell’azienda che cercava un facchino disabile di bell’aspetto, che conoscesse le lingue e senza problemi di mobilità”. Con i proventi delle sanzioni, spiegano dalla segreteria dell’assessore Simoncini, è stato istituito un fondo regionale. Ma come spendere questi soldi? Rossella Bugiani, segretario regionale Cisl, ha le idee chiare: “Non possiamo fare collocamento solo con centralinisti e portieri. Se vogliamo risolvere il problema dobbiamo fare formazione”.

Nicola di Renzone

  • 25/03/2009 15:46
    CATARINOLO Giuseppina
    Sono laureata a Pisa in medicina e chirurgia, con 109, affetta da poliartrite cronica primaria fruisco dell'indennità di accompagnamento. Laureata ed iscritta all'albo dal 2001 non sono mai stata stabilizzata. Nonostante abbia chiesto più volte la stabilizzazione in base alla L.68/99, NON SONO STATA ASSUNTA. Perchè, pur non avendo le stesse opportunità di chi gode di sana e robusta costituzione, non fruisco assolutamente dei benefici sanciti dalla Legge 104 e dalla 68/99? Perchè prima di intraprendere gli studi in medicina (ero invalida anche all'epoca e andavo da Massa a Pisa accompagnata)nessuno mi ha avvertito che non avrei trovato alcun posto di lavoro? La commissione che mi ha esaminato ai fini della L. 68/99 ha definito che dovevo avere un posto di lavoro consono agli studi da me effettuati. Ho sempre lavorato nel reparto di medicina presso l'ospedale di Massa, tutto quello che ho fatto sino ad oggi (compreso 3 anni di volontariato) non conta nulla? tel. 3291034751.
  • 27/03/2009 19:54
    MERY
    A chi posso chiedere aiuto? SALVE, Sono diversamente abile – DISOCCUPATA dal 2002 . Non è mai facile trovare il proprio posto nel complesso mondo del lavoro. C’è chi è fortunato e a volte trova l’occupazione ideale, quella della propria vita, al primo colpo, c’è chi cambia più di un datore di lavoro per svariate ragioni (che possono essere legate alla retribuzione, alle mansioni svolte o ad altro) e c’è anche chi è sempre in cerca, a volte disperatamente, di un impiego. Nonostante mi sono sempre data da fare a trovarmi un’occupazione, tutt’oggi - includendo gli concorsi pubblici [ahimè un UTOPIA] a cui ovvio posso partecipare … Sono dal lontano 2002 iscritta nelle liste di collocamento disabili – ad oggi non ho mai ne trovato ne ricevuto una proposta al riguardo . A luglio laureanda come PSICOLOGO . In attesa di un cortese riscontro, invio cordiali saluti, MERY
  • 31/03/2009 12:09
    patrizia
    Anche io invalida al 100% ma non per questo "inabile" al lavoro Iscritta alle liste delle categorie protette dal 2003, due colloqui presso il Centro per l'Impiego di competenza, assicurazioni sulla sicura "chiamata". Ogni giorno collegata sul sito della Provincia in "cerca" di un lavoro. Ma avete notato le richieste? O diplomati e laureati, assoluta conoscenza di almeno una lingua straniera, esperienza assoluta nel settore richiesto (ma l'esperienza non si fa lavorando?). Insomma quasi impossibile che tali profili siano compatibili con "certe disabilità". Ed infine anche se non proprio attinente al servizio: ma è possibile che un invalido possa vivere "dignitosamnte" con € 267,00 mensili? Anche questo è un problema da risolvere
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