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Internet? Per i toscani è quasi arabo

Più della metà dei toscani (quindi circa un milione e 750 mila abitanti) non usa Internet. Non lo conosce. Lo evita. E rallenta la crescita dello sviluppo e della modernizzazione. Si chiama analfabetismo informatico. E provoca problemi seri. Perchè la necessità del computer è sempre più forte

 

Internet: nemico o amico? Molti toscani usano il computer ma non internet. La rete è davvero la nuova frontiera della comunicazione? Scriveteci

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Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana (Foto Pressphoto) Firenze, 20 marzo 2009 - Melissa, sei anni e mezzo, usa il computer come se fosse figlia di Bill Gates, guru di Microsoft. E quasi tutte le Melisse e i bambini della Toscana, come del resto dell’Italia, sono campioni con tastiera e mouse. Il problema sono i grandi. Più della metà dei toscani (quindi circa un milione e 750 mila abitanti) non usa Internet. Non lo conosce. Lo evita. E rallenta la crescita dello sviluppo e della modernizzazione. Si chiama analfabetismo informatico. E provoca problemi seri. Perchè la necessità del computer è sempre più forte. Non a caso, due settimane fa, all’inaugurazione della mostra sui 150 anni de 'La Nazione', a Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, il ministro Renato Brunetta annunciò l’introduzione dell’indirizzo di posta elettronica per tutti gli italiani. Un indirizzo per dialogare con la pubblica amministrazione, chiedere servizi e documenti, prenotare visite mediche.

 

E’ invece di ieri il risultato del rapporto 'La società dell’informazione e della conoscenza in Toscana', presentato da Federico Gelli, vicepresidente della Regione, che fotografa una realtà in chiaroscuro: il 56,7% dei toscani non usa il pc e il 60,7% non naviga in Internet. "La strada da fare è lunga però va percorsa tutta perchè le nuove tecnologie non sono soltanto interesse degli addetti ai lavori, ma rappresentano sempre più un diritto di cittadinanza, una sfida centrale per il nostro territorio, un banco di prova per il rinnovamento della pubblica amministrazione", ha affermato Gelli.

 

La Regione ha investito 200 milioni di euro per la promozione e lo sviluppo dell’amministrazione elettronica. I cittadini seguono il progresso con una certa lentezza. La percentuale dei toscani che usa il computer è salita dal 39,2 al 43,6%. Gli internauti sono aumentati di otto punti: dal 31,3 al 39,3%. Nella stragrande maggioranza dei casi, anche in Toscana Internet viene adoperata per scambiare e-mail (79,4%) e per cercare informazioni su beni e servizi (65,7%). Riguardo alle capacità informatiche, quasi due toscani su tre se la costruiscono da soli: il 61,9% si dichiara autodidatta e solo il 37,8% ha seguito corsi di formazione. Dallo studio della Regione risulta che il 96,4% sa adoperare i motori di ricerca, l’86,3% è in grado di spedire e-mail anche con allegati, l’84,1% sa copiare un file, l’81,9% riesce bene con la funzione copia-incolla.

 

Ma soltanto il 20% dei toscani conosce il metodo per creare una pagina web. E più bassa, appena il 15%, è la quota di coloro che hanno la competenza per scrivere un programma. I toscani che si connettono per consultare siti web della pubblica amministrazione sono il 36,8%, mentre gli accessi legati al commercio elettronico vengono fatti dal 25% dei cittadini dai 14 anni in su.

 

Gli acquisti web più gettonati? Viaggi e vacanze (56,7%), libri, giornali e riviste (28,9%), abiti e articoli sportivi (26%). Gelli, con la sua ricerca, rilancia l’immagine del dipendente pubblico toscano: affermando il 76,6% di chi lavora negli uffici ha accesso alla Rete, contro il 63,5% della media nazionale. Il 97% degli enti ha attivato un sito istituzionale per fornire servizi a famiglie e imprese. Intanto, a cinque mesi dal lancio in Italia, Street View, novità funzionale di Google Maps, aggiunge altre quattordici città italiane al suo circuito: tra queste Arezzo, Livorno, Perugia. Ma tutto questo, compreso lo studio della Regione, sarà considerato vecchio e superato fra pochi anni: quando si affaccerà sul mercato del lavoro l’agguerritissimo e informatizzatissimo esercito delle Melisse.

Sandro Bennucci

  • 20/03/2009 12:35
    ugo
    Cito: "E più bassa, appena il 15%, è la quota di coloro che hanno la competenza per scrivere un programma." E vi lamentate, con il 15% della popolazione 500.000 programmatori solo in toscana .... altro che Bill.!!!
  • 20/03/2009 19:16
    Roberto Goretti
    50% della popolazione non e' inferiore alla media europea che mi pare si attesti al 48%. Certo, la percentuale di penetrazione nel Nord America e'piu' alta, al 73% nel 2008, ma qui si e' iniziato prima. Bisogna poi considerare che i giovani, soprattutto i piu' istruiti, sono quelli che generalmente adottano le nuove tecnologie piu' in fretta. La popolazione italiana e' mediamente piu' anziana e il livello d'istruzione degli italiani di una certa eta' e' anche piu' basso che nel Nord America. I giovani italiani oggi studiano piu' a lungo dei loro genitori, e presto anche gli italiani e i toscani raggiungeranno percentuali di utilizzo maggiori.
  • 21/03/2009 10:17
    Guiscardo
    Se veramente interessasse lo sviluppo e la modernizzazione il collegamento dovrebbe essere gratuito. Vwedreste che molte persone in più lo userebbero. Sta alle autorità, agli enti locali far si che si smetta di speculare sui collegamnti che spesso sono carenti.
  • 21/03/2009 10:35
    Alberto
    E' un problema generazionale: gli anziani non sanno usare il computer nè vogliono imparare, proprio non gli interessa. Anche i miei genitori sono così: hanno superato i 65 anni e anche se guidano la macchina, sanno usare il telefonino e il Bancomat, il computer resta per loro una "bestia nera".
  • 21/03/2009 11:12
    marisa
    ho 62 anni e mi sono avvicinata al computer da quando sono in pensione,lo trovo molto interessante,ma il canone internet è troppo caro per i pensionati.E poco si fa per farlo conoscere,se non con corsi molto costosi, e visto che sarà il futuro,ma come al solito ci dobbiamo arrangiare.
  • 21/03/2009 22:49
    wxyz45
    Non bisogna dimenticare che la causa principale della sfiducia e della paura nei confronti del computer da parte di molti è giustificatamente legata all'abominevole sistema operativo "windows" e al resto delle porcherie che microsama bill gates spaccia come software. Purtroppo sono proprio queste persone le prime a non sapere che esistono alternative che permettono di usare il computer in modo molto più amichevole, sicuro e produttivo.
  • 24/03/2009 00:46
    Felsinew Yorker
    X MARISA anch'io mi sono avvicinato al computer recentemente vincendo il classico 'generational gap':sono ancora un po' 'imbranato'! pero' senza aver seguito nessun corso non me la cavo poi cosi' male..certo che per alcune cose devo chiedere aiuto ad amici piu' competenti che mi guidano in questo labirinto come teseo!..ma se lo avessi avuto quando stavo scrivendo la mia tesi al posto della macchina da scrivere quanto tempo risparmiato!! ma tu come fai a lasciare messaggi se non hai internet..io per collegarmi alla rete e inviare e-mail e messaggi mi sono abbonato a time warner cable 'road runner':costo $30 al mese per il primo anno che dovrebbe poi passare a $ 45 sempre mensili a meno che tu non abbia il package cable/phone/internet..quanti programmi italiani mi son rivisto su you tube che avevo perso abitando a new york dal 71! e con 'google world' faccio viaggi fantastici:ci manca poco che non entri in casa altrui!..quante volte son passato dal mio terrazzo di new york a quello di bologna in un secondo!
  • 24/03/2009 10:07
    Capelli Bianchi
    Caro Alberto asserisci che gli anziani non sanno usare il computer. Ti prego di correggere la tua asserzione in:< la maggioranza degle anziani non sanno...etc etc.> Ho 80 anni e uso Skype,Msn messanger, U T, I Tunes, Facebook e riesco anche a programmare (solo in GW basic e QB basic e un pò anche in Visual Basic). Riesco anche a litigare nei forum. Non sono ne un genio ne mi considero obsoleto. Vorrei campare di più per poter vedere quali diavolerie ci aspettano : un microcheap della Vodaphone dentro la capsula di un dente canino come cellulare, un altro microcheap dentro un molare come GPS,etc.etc. E magari,ma troppo in ritardo per me, un altro supporto elettronico dentro l' appendice pendula,che ha smesso di funzionare a dovere(per stanchezza ed usura)!!!!. Ciao Alberto ed un abbraccio.
  • 24/03/2009 14:40
    Madrid
    Alberto, come informatico, devo togliere un po' di responsabilità ai poeri anziani. Un problema è che la grande maggioranza dei programmi in circolazione sono progettati con i piedi, soprattutto per quanto riguarda l'interfacia. Messaggi incomprensibili, una metafora generale (l'ufficio) che per molti non è abituale e che è, in ogni caso, imerfetamente implementata. Chi più ne ha più ne metta. Ogni volta che faccio un'analisi dell'interfacia di un programma sono inorridito. Quaso sempre sono progettate da "nerd" che non hanno idea di come opera e ragiona la gente normale. L'informatica è, sempre più, una disciplina autistica. I suoi programmi sono solo per"addetti ai lavori" ed il suo linguagio è spesso un misto illeggibile di cattivo italiano, inglese sgrammaticato, e acronimi inglesi (che in italia non si traducono neppure).
  • 24/03/2009 14:48
    Madrid
    Non sono d'accordo con il fatto che non usare internet rallenti la modernizzazine. Internet è uno strumento molto utile, ma non è una panacea ne una cosa indispensabile. Io lo uso solo per quanto possa aiutare lo stile di vita che voglio avere, e non mi faccio imporre nessuno stile da internet. Per esempio, non ho internet in casa, perché mi sembra incompatibile con il tipo di attività che voglio svolgere in casa. Il problema è quello che io chiamo l´"imperativo tecnologico": sicome la tecnologia esiste, bisogna usarla per forza, sia che aiuti lanostra vita, sia che non lo faccia. Non è così. Non usare internet o usarla poco non vuol dire avere una vita peggiore, e mi sembra una ingenuità tremenda quella di chi equipara la modernità con l'uso di uno strumento specifico, per duttile che possa essere. Sarebbe come dire che per essere moderni tutti in un paese dovrebbero saper usare il trapano elettrico. Internet è utile, ma non ne facciamo un mito.
  • 25/03/2009 14:13
    Paolo
    Connessioni troppo lente e troppo costose.
  • 25/03/2009 17:03
    sara
    e ci credo! ma l'avete mai vista la toscana? per quale motivo uno dovrebbe chiudersi in un mondo virtuale quando a disposizione ha il più bel mondo reale a disposizione?! probabilmente sanno più cose queste persone che non usano internet, ma che vanno fuori, piuttosto di gente che passa le giornate su internet senza fare alcuna esperienza reale....internet è comodo si son la prima ad ammetterlo, ma forse sto mondo andrebbe meglio senza...
  • 26/03/2009 16:05
    fiorella
    Grazie a Internet, e non solo, mi sento veramente cittadina del mondo! Vi leggo e "vi guardo" con piacere e interesse. continuate così. Bravi Fiorella
  • 27/03/2009 04:05
    Felsinew Yorker
    per sara..per il semplice motivo che chi ha sotto gli occhi quotidianamete 24/7 le piu' belle piazze e i piu' bei monumenti del mondo li prende per scontati, non ci fa caso, passano inosservati..e poi sono sempre cosi' a portata di mano che si possono visitare quando si vuole mentre a quei poveri turisti giapponesi che si recarono a firenze per visitare gli uffizi in agosto capito' proprio l'unico giorno (da loro dedicato a firenze prima di tornare nel sol levante) che gli uffizi erano scandalosamente chiusi per sciopero!!in estate, con le migliaia di turisti che vengono nel bel paese!!bella figura!quelli,l'anno dopo sono andati in spagna con prezzi piu' a buon mercato e piu' cortesia perche' i fiorentini.. ma e' meglio leggersi 'maledetti toscani' di malaparte per scoprirne il carattere!io per esempio ho riscoperto la mia bologna da turista quando vi tornavo in vacanza perche' nei 27 anni che ci avevo vissuto avevo sempre tutto a portata di mano, 'taken for granted' ..e cosi' per tante altre parti d'italia!
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LA FOTO DEL GIORNO

Firenze, statua di Folon 'L'uomo con l'ombrello' (Foto Pressphoto)

Statua di Folon
E' tornata l'acqua

E’ tornato al suo posto l’ombrello della statua di Jean Michel Folon che si trova davanti al Saschall. O meglio, chi di dovere - dopo la segnalazione apparsa sulle pagine de La Nazione - ha provveduto a rimettere in funzione il getto d’acqua che forma l’emblema della fontana l’Uomo con l’ombrello, donata alla città dall’artista belga in occasione del Social Forum Europeo, nel 2002 (Foto Pressphoto)