Abusò di un bambino australiano di undici anni che era in vacanza a Pistoia. Gli mostrò le foto pornografiche che aveva sul suo computer portatile, poi compì sul bimbo atti di natura sessuale. L’uomo, è in carcere a Pistoia al termine di un’indagine durata cinque mesi
Bambini violati. Come fermare la pedofilia sul web? Dì la tua
Pistoia, 21 febbraio 2009 - Abusò di un bambino australiano di undici anni che era in vacanza a Pistoia. Gli mostrò le foto pornografiche che aveva sul suo computer portatile, poi compì sul bimbo atti di natura sessuale.
L’uomo, 46 anni, che vive sull’Appennino, provincia di Bologna, è in carcere da ieri mattina, a Pistoia, dove lo hanno portato gli agenti della Squadra Mobile, ufficio minori. Al termine di un’indagine durata cinque mesi, nei confronti dell’uomo (G.L.), incensurato, che abita nell’alta Valle del Reno, non lavora e vive di un sussidio, è stata spiccata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Alessandro Buzzegoli. L’accusa è di violenza sessuale aggravata nei confronti di minori.
Il piccolo australiano non sarebbe l’unica vittima del presunto pedofilo. A lui viene attribuito infatti un episodio simile che si sarebbe verificato un paio di anni fa, sulla montagna pistoiese, ai danni di una tredicenne. La ragazzina avrebbe subito lo stesso trattamento toccato poi al piccolo australiano e anche allora la vicenda - sulla quale la polizia pistoiese mantiene stretto riserbo - venne denunciata. G.L., in quel caso, fu abilissimo a screditare la ragazzina facendola passare per bugiarda agli occhi degli inquirenti, guadagnandosi la momentanea impunità.
La vicenda del bambino era emersa a ottobre. Con la mamma e il babbo stava trascorrendo una vacanza nel pistoiese in una struttura alberghiera dove alloggiava anche l’arrestato. Fu proprio durante quel soggiorno che, in base alle indagini, l’uomo si avvicinò al piccolo con una scusa e si appartò con lui. Gli avrebbe mostrato immagini pornografiche che aveva sul suo pc portatile e poi avrebbe abusato del bimbo che non disse niente, sul momento, ai genitori.
Ma la madre si accorse che era molto turbato. Con calma e tenerezza riuscì a farsi raccontare quello che era accaduto. Questo avvenne quando la famiglia era a Genova, da dove si sarebbe imbarcata su un aereo per l’Australia e con il ricordo di quell’abominevole episodio. I genitori chiamarono il Telefono Azzurro. Gli operatori, immediatamente, si misero in contatto con la questura di Pistoia e i genitori furono rintracciati. Formalizzarono la denuncia e le indagini partirono subito.
Fondamentale, per risalire all’identità dell’indagato, la collaborazione degli albergatori. Nel corso dell’indagine è emerso che non era la prima volta che l’uomo adescava ragazzini. Con la scusa di farli giocare con il computer avrebbe mostrato loro foto e filmati pornografici per convincerli, secondo gli investigatori, che era una cosa normale. Il magistrato inquirente, Giuseppe Grieco, ha disposto la perquisizione domiciliare.
La mobile ha rinvenuto il materiale pedopornografico descritto dal piccolo australiano. Era stato abilmente nascosto. Il file era stato criptato. Sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi cd e dvd con immagini pedopornografiche. I genitori del bimbo hanno saputo dell’arresto. Forse ora avranno dell’Italia, e di Pistoia, un ricordo meno avvilente. E torneranno. Per testimoniare al processo.
lucia agati
Il primo film di animazione ispirato al romanzo 'Le avventure di Pinocchio' di Carlo Collodi e realizzato nel 1940 dalla Walt Disney, compie 70 anni e, per l'occasione, è stato sottoposto a un restauro durato più di un anno. La pellicola, presentata all'istituto degli Innocenti di Firenze, città natale di Collodi, uscirà in blu-ray disk e dvd il primo aprile