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La 'Frecciarossa' dei record ora spacca la città

Più saettante della Testarossa (Ferrari), il Frecciarossa (treno), simbolo dell’Alta velocità, fischia a 362 chilometri l’ora nelle gallerie dell’Appennino. Battendo il record mondiale. Ma arrivato a Firenze tira dritto, proseguendo per Roma. Raggiungibile in tre ore da Milano. Obiettivo? Rendere inutile l’aereo

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Un treno Eurostar Firenze, 6 febbraio 2009 - Più saettante della Testarossa (Ferrari), il Frecciarossa (treno), simbolo dell’Alta velocità, fischia a 362 chilometri l’ora nelle gallerie dell’Appennino. Battendo il record mondiale. Ma arrivato a Firenze tira dritto, proseguendo per Roma. Raggiungibile in tre ore da Milano. Obiettivo? Rendere inutile l’aereo. 

 

E i fiorentini? Ora sono letteralmente saltati da venti Eurostar al giorno. Perché la prestigiosa Santa Maria Novella, nata negli anni Trenta su progetto di Giovanni Michelucci e altri giovani geni del suo tempo, è stazione di testa. Per raggiungerla, in pieno centro, là sull’abside della basilica dei domenicani, si perdono 20 minuti.

 

Il problema diventerà drammatico dall’autunno, quando la nuova linea dell’Appennino entrerà completamente in funzione e il Frecciarossa dei record sbucherà da sotto Monte Morello. Firenze diventerà il tappo d’Italia. E per salire ufficialmente sul bolide dei binari, i fiorentini dovranno aspettare il 2014 (o 2015, o 2016...), quando dovrebbe essere pronta la stazione sotto i vecchi macelli del viale Corsica, insieme a tutto il progetto per il sottoattraversamento. Un affare da oltre un miliardo di euro.

 

Soluzione temporanea? Il 23 aprile 2006, ‘La Nazione’ propose di far fermare i supertreni allo Statuto, stazione fantasma da cinquecento persone al giorno. Meno di una fermata dell’Ataf. Ma allora come oggi, l’assessore ai trasporti della Regione, Riccardo Conti, dice che Firenze dovrà accontentarsi degli Eurostar che già si fermano, almeno fino a quando non sarà avviato il grande scavo per il sottoattraversamento dedicato all’Alta velocità.
 

 

Ha paura che Trenitalia approfitti di un’eventuale soluzione in superficie per ritardare il tunnel. Oppure per non farlo, approfittando della crisi e della scarsità di soldi destinati, in tutto il Paese, alle grandi opere pubbliche.
La giunta di Palazzo Vecchio, anche se ormai quasi alla fine della sua corsa amministrativa, sembra più possibilista. Il vicesindaco Beppe Matulli, sostiene che una soluzione transitoria sarebbe auspicabile.

 

Dove? Anche a Rifredi, dove fermavano i primi Pendolini, vent’anni fa. O al Campo di Marte, che Trenitalia intende ampliare aprendo accessi anche da via Campo d’Arrigo. Del resto, proprio la stazione del Campo di Marte era stata indicata, trent’anni fa, come approdo fiorentino per l’Alta velocità. Prima che si pensasse al sottopasso.

 

La polemica è aperta. Buona parte del centrodestra, già ostile alla tramvia, non vuole il sottoattraversamento. Dalla sinistra di Palazzo Vecchio, Ornella De Zordo lancia l’allarme: "Il Re è nudo, il tunnel sotto Firenze non serve più. Le Ferrovie mostrano più avvedutezza delle amministrazioni fiorentine e toscane, palesando chiaramente l’inutilità del sottoattraversamento di Firenze. Che sarebbe uno spreco di energie".

 

Marco Carraresi, capogruppo dell’Udc in Regione e attento osservatore di tutte le vicende legate alla viabilità, insiste da tempo perché Firenze non diventi un 'tappo'. E osserva: "Una soluzione per far fermare i supertreni esiste. E non costa niente. Sono già utilizzabili, fra Castello e Campo di Marte, due binari sui quali possono viaggiare gli Eurostar Milano-Roma. Binari che, bypassando Santa Maria Novella, consentono di attraversare Firenze in poco più di cinque minuti. Ai quali si dovrebbero aggiungere i pochi istanti di sosta in una delle stazioni: Castello, Rifredi, Campo di Marte, Statuto".

 

La scelta non manca. Ma lo Statuto, come scrivemmo tre anni fa, avrebbe alcune cose in più delle altre. E’ costata sette miliardi di vecchie lire, dispone di sale d’attesa doppie, per i pendolari e per i vip, con possibilità di usare Internet. Ha parcheggio, sale per mostre, ascensori. Doveva essere la fermata ideale per i primi treni ad Alta velocità. Si chiamavano Mirò. E, come succede oggi per i venti Eurostar superveloci, correvano da Milano a Roma ignorando Firenze. Ma quando le Ferrovie decisero finalmente che i pendolini dovevano sostare anche qui venne scelta, improvvisamente, la stazione di Rifredi.

 

Oggi lo Statuto potrebbe tornare protagonista integrandosi con la tramvia e facendo rivivere l’accordo stipulato dalle Ferrovie con l’Ataf e le cooperative dei tassisti.

 

Ma i segnali che arrivano dalla Regione non lascerebbero spazio a soluzioni diverse dal sottopasso. Nemmeno temporanee. Riccardo Conti ribadisce: "L’unica soluzione possibile per unificare il servizio nazionale e quello regionale, e quindi per l’avvio dell’Alta velocità- alta capacità, è il sottoattraversamento e la nuova stazione Belfiore-Macelli. Che accoglierà tutti i treni, offrendo l’opportunità di scambio fra i regionali, che arriveranno nella nuova fermata in superficie, e i nazionali che sfrecceranno in quella sotterranea". Infine la chiosa: "Un’ipotesi di stazione temporanea al Campo di marte o allo Statuto lascia perplessi perchè potrebbe rallentare i lavori per il sottoattraversamento".

 

E Firenze, per cinque anni, o probabilmente assai di più, sarebbe un tappo, o almeno un imbuto, per i record del Frecciarossa. 

Sandro Bennucci










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