La città è sotto choc per la tragedia che si è consumata nella notte dell’Epifania in via Pistoiese. ‘La Nazione’ cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. Abbiamo chiesto i pareri ad alcuni addetti ai lavori, che ci hanno fornito cifre da guerra metropolitana. Ma abbiamo chiesto suggerimenti anche ai parenti di giovani vittime della strada
Firenze, 10 gennaio 2008 - Prevenzione su tutti i fronti. E’ l’unico modo per combattere le stragi sulle strade. Ne sono convinti tutti, in particolare coloro che hanno perso così un figlio. Doretta Boretti di figlie sulla strada ne ha perse due, Elisabetta e Mariachiara Casini, 21 e 22 anni, morte in una Smart nel novembre del 2004. "Ogni volta che leggiamo la notizia della morte di un giovane in un incidente il nostro lutto si riacutizza - dice -. Bisogna interrogarsi sul perché la strada sia la prima causa di morte al mondo". Doretta ha tentato di reagire alla perdita delle figlie aiutando altre famiglie a non subire lo stesso dolore. Ha creato una fondazione a nome di Elisabetta e Mariachiara, ha portato a teatro uno spettacolo in cui racconta il suo dolore di mamma cui sono state strappate le figlie, ha tentato di portare la prevenzione a scuola.
"Volevamo far discutere i giovani sulla sicurezza stradale coinvolgendoli in progetti scolastici e borse di studio. Ma tra tutte le istituzioni cui abbiamo chiesto un sostegno, solo il Comune di Campi Bisenzio ha dato l’appoggio. Dagli altri, Comuni, Provincia, Regione, il silenzio". Come prevenire? "Insegnando ai ragazzi il valore della vita propria e altrui fin dall’asilo - dice Doretta -. Dove la famiglia manca, deve essere la scuola a intervenire. Poi bisogna fare repressione condannando chi uccide sulle strade. Mai abbassare la guardia".
Dalla morte di un giovane in un incidente, Gabriele Borgogni, è nata un’altra associazione che si occupa di prevenzione delle vittime della strada. "Noi giovani - dice la sorella di Gabriele, Valentina - stiamo associando la parola ‘divertimento’ a ‘morte’. Ci battiamo per le riforme scolastiche e i per i nostri diritti di giovani, ma ci dimentichiamo del diritto alla vita". La prima prevenzione parte dai ragazzi. "Stiamo parlando delle nostre vite. Riflettiamo. Pensiamoci, anche la notte".
L’associazione Borgogni è tra i promotori dell’"Osservatorio nazionale sulla sicurezza stradale" per studiare il fenomeno in tutti i suoi aspetti ed elaborare provvedimenti legislativi. La richiesta dell’Osservatorio è stata presentata negli scorsi mesi all’onorevole Deborah Bergamini dai consiglieri comunali Marco Stella (FI-Pdl) e Stefano Alessandri (An-Pdl). "Ora il sindaco Domenici si attivi con il presidente regionale Martini per concretizzarlo e creare un coordinamento di chi è impegnato per la sicurezza stradale".
Anche l’ex portiere della Fiorentina, del Milan e della Nazionale,Giovanni Galli sa cosa significa perdere un figlio per strada e in ricordo del suo Niccolò ha creato una fondazione. Si appella ai giovani. "Devono avere la consapevolezza dei rischi cui vanno incontro eccedendo. Non bastano le restrizioni: sono i giovani stessi che devono riprendere in mano il loro destino. E’ l’unico modo per non dover piangere più le nostre vittime".
Eppure iniziative nelle scuole per la prevenzione già ci sono, assicura l’assessore comunale alle politiche giovanili Daniela Lastri, "fin dalla scuola dell’infanzia e primaria. Ma il problema è più ampio: si tratta di una cultura di stili di vita. I ragazzi sfidano se stessi e i propri limiti". Come convincerli che ci si può divertire senza mettere in pericolo se’ e gli altri? "Coinvolgendo i luoghi dove vanno a divertirsi. Ho già trovato la disponibilità dei gestori di locali per iniziative sui temi del benessere, per vivere in maniera sana sia sulla strada che nell’uso responsabile dell’alcol e contro le droghe".
Manuela Plastina
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