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L'EVENTO

'La Madonna del Cardellino' in mostra
L'opera di Raffaello torna a incantare

Si inaugura domenica 23 novembre, a Palazzo Medici Riccardi, la mostra 'L'Amore, l'arte e la grazia - Raffaello. La Madonna del cardellino restaurata'. L'intervento di restauro è stato condotto dall'Opificio delle Pietre Dure, in collaborazione con la Galleria degli Uffizi, la Provincia di Firenze e la Soprintendenza al Polo museale fiorentino

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Firenze - 'La Madonnadel Cardellino' di Raffaello (Pressphoto) Firenze, 21 novembre 2008 - Dopo otto anni e un complesso intervento di conservazione e restauro, torna ''ad una luminosa cromia'', ''all'originale armonia disegnativa'' e al pubblico la Madonna del Cardellino, capolavoro assoluto di Raffaello.

 

Si inaugura domenica 23 novembre, a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, la mostra 'L'Amore, l'arte e la grazia - Raffaello. La Madonna del cardellino restaurata'. Sabato 22 novembre cerimonia ufficiale di apertura, alla quale è annunciata la partecipazione del ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi. Conclusa la mostra, il 1 marzo, l'opera tornerà agli Uffizi.

 

L'intervento di restauro è stato condotto dall'Opificio delle Pietre dure, in collaborazione con la Galleria degli Uffizi, la Provincia di Firenze e la Soprintendenza al Polo museale fiorentino. L'eccezionalità della 'Madonna del Cardellino', opera dipinta da Raffaello agli inizi del '500 (durante il periodo trascorso nella città toscana, prima di andare a Roma) deriva anche dal fatto che quasi miracolosamente è arrivata fino a noi dopo il grave danneggiamento subito per il crollo, nel 1547, della casa di Lorendo Nasi, il mercante fiorentino per il quale era stata realizzata. La tavola, ha sottolineato la soprintendente per il Polo museale fiorentino Cristina Acidini, fu ridotta in 17 frammenti, ma venne ricomposta forse dall'amico Ridolfo del Ghirlandaio.

 

La mostra dedicata alla 'Madonna del Cardellino' è a cura di Marco Ciatti, responsabile settore restauro dipinti dell'Opificio e Antonio Natali, direttore degli Uffizi, con la collaborazione di Patrizia Riitano, che ha curato l'intervento sull'opera. L'esposizione sarà anche l'occasione per poter ammirare altre quattro opere coeve: la 'Gravida', ascritta a Raffaello al tempo del suo soggiorno fiorentino, che documenta l'altro genere, accanto ai quadri di Madonne, cui si volse il Sanzio a Firenze, fra il 1504 e il 1508.

 

Un secondo ritratto, la 'Monaca', per alcuni realizzata da Ridolfo del Ghirlandaio, figlio del grande Domenico e amico e coetaneo di Raffaello, mostra l'ascendente esercitato dal giovane Sanzio sui colleghi fiorentini. Quindi una tavola sottile, che fungeva da 'coperta' di ritratto decorata con motivi a grottesche: l'opera, attribuita a Raffaello ma probabilmente ascrivibile a Ridolfo, sarà un'ulteriore riprova delle consonanze stilistiche tra Firenze e il maestro, a maggior ragione, si spiega, se la 'coperta' fu concepita, come pare, proprio per la 'Monaca'.

 

Infine, una terracotta invetriata di Girolamo della Robbia con la Madonna, il Bambino e San Giovannino (1510-1515), la cui composizione ripropone fedelmente la 'Bella giardiniera' di Raffaello al Louvre.

 

Alla presentazione della mostra, oggi a Firenze, sono intervenuti, tra gli altri, Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze, Mario Augusto Lolli Ghetti, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana e Bruno Santi, soprintendente dell'Opificio delle Pietre dure.










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