Mutu è pronto al rientro, anche se per scaramanzia non vuole sbilanciarsi: ''Sto bene ma non voglio aggiungere altro, anche l'altra volta lo dissi e poi mi sono infortunato di nuovo". Così l'attaccante romeno aspettando la partita contro l'Udinese, in cui dovrebbe tornare titolare dopo l'ennesimo problema fisico di questo inizio di stagione
Firenze, 20 novembre 2008 - ''Certo che è strano il mondo, quando non c'ero ho sentito dire tante volte 'si può vincere anche senza di lui', oppure 'vendiamolo', ma ora tutti mi vogliono e mi aspettano''. A due giorni dalla partita contro l'Udinese, in cui dovrebbe tornare titolare dopo l'ennesimo problema fisico di questo per lui sfortunato inizio di stagione, l'attaccante della Fiorentina Adrian Mutu (nella foto) risponde a chi gli chiede come si sente a essere considerato fondamentale per le sorti della sua squadra. ''Ma comunque questo è normale - riprende Mutu - e mi fa capire che in ogni partita bisogna dare il massimo per mostrare il proprio valore, e che non c'è mai tempo di riposare o di fermarsi un attimo''.
In effetti quest'anno il romeno, a causa prima di un infortunio al gomito e poi di un problema muscolare, ha giocato poco: solo 10 partite fra campionato e coppa, condite però con 5 gol. ''Non mi era mai capitato di star fuori così tanto, ma ho vissuto serenamente grazie alla mia famiglia, quella vera e la Fiorentina, che mi ha sempre aiutato''. Adesso Mutu è pronto al rientro, anche se per scaramanzia non vuole sbilanciarsi: ''Sto bene ma non voglio aggiungere altro, anche l'altra volta lo dissi e poi mi sono infortunato di nuovo. Non vorrei gufarmi ancora''.
Nel periodo in cui il romeno è stato fuori la Fiorentina ha stentato: ''Ma in realtà - controbatte Mutu - la squadra ha perso anche con me e ha vinto anche senza di me. Purtroppo il ruolino in trasferta dà ragione ai critici, lo sappiamo e proveremo a non perdere più. E' giusta la mentalità di voler vincere sempre, ma forse fuori casa dovremmo pensare che anche il pareggio ci può andar bene: nelle ultime 14 trasferte non abbiamo mai pareggiato, dobbiamo avere un po' più di umiltà e giocare da piccola squadra''.
Il discorso di Mutu poi si sposta sul clima che si respira intorno alla Fiorentina: ''Quest'anno le pretese dell'ambiente sono più alte, in passato ci bastava fare un buon campionato per godere della fiducia di tutti,
ora è diverso. Penso comunque che sia giusto così, solo che l'ambiente magari deve avere un po' più di pazienza mentre noi dobbiamo imparare a risentire meno di tutto quello che si dice. D'altronde, in ogni grande squadra succede questo''.
Riguardo alle polemiche sugli ultimi arbitraggi sfavorevoli, Mutu ammette che ''può essere che i fischietti
abbiano preso di mira Gilardino, ma a Palermo noi abbiamo approfittato di quello che è successo, quindi dobbiamo avere equilibrio in quello che diciamo''.
Sull'imminente impegno decisivo di Champions League contro il Lione invece il romeno è fatalista: ''Se non ci qualifichiamo pazienza, dobbiamo solo goderci questa competizione che fino all'anno scorso era un sogno. E' chiaro che ci proveremo, ma se non ce la faremo non si potrà dire che avremo fallito, perchè in questo girone noi eravamo da terzo posto, anche se poi ci siamo accorti che qualcosa di più era, ed è, possibile''.
Il progetto 'I muri vivi', realizzato dall' Associazione Auser Territoriale nell'ambito del concorso 'Emergenze Creative', venerdì alle 21.30 in piazza Madonna della Neve, propone al pubblico una performance visiva 'Storia del brigante Stoppa' che verrà proiettata sulla facciata del complesso architettonico le Murate