"Non ho nessun commento da fare, ma è chiaro che nel decreto di perquisizione è stato inserito quanto bastava". E' l'affermazione del procuratore Giuseppe Quattrocchi
Firenze, 20 novembre 2008 - "Non ho nessun commento da fare, ma è chiaro che nel decreto di perquisizione è stato inserito quanto bastava". Il procuratore Giuseppe Quattrocchi non si sbottona. Ma quelle poche parole la dicono lunga sul lavoro degli investigatori del Ros. Oltre al "minimo indispensabile", a quelle contestazioni inserite nel decreto che hanno permesso di notificare le informazioni di garanzia e di procedere con le perquisizioni, ci sarebbe molto altro. Affari, scambi, promesse e favori. Denaro e regalie per ottenere concessioni e pareri favorevoli. Dell’altro, insomma, che i magistrati tengono ancora al sicuro nelle cassaforti della procura. Tutto il materiale raccolto durante l’inchiesta proviene soprattutto da intercettazioni telefoniche e ambientali. E tutto il contenuto della carte è ora al vaglio degli investigatori.
Le perquisizionI effettuate martedì mattina nella sede di Fondiaria e negli uffici e nelle abitazioni di Gianni Biagi e Graziano Cioni servono proprio per trovare riscontri documentali al teorema dell’accusa. E la famosa convenzione firmata il 18 aprile 2005 fra il comune di Firenze e il Consorzio Fondiaria non sarebbe altro che una base con cui confrontare le concessioni e le delibere approvate successivamente a Palazzo Vecchio. Tutti gli atti, più o meno ufficiali, sono in queste ore al vaglio dei carabinieri, che stanno incentrando la loro attenzione soprattutto sulle varianti e i cambiamenti che potrebbero aver arrecato vantaggi alle parti. Il sospetto, ma evidentemente si tratta di più di un semplice sospetto, è che corrotti e corruttori abbiano cercato di trarre il massimo profitto dallo sfruttamento dell’area di Castello.
In questo quadro si inserirebbe il progetto di ridurre il parco urbano di 80 ettari che Fondiaria si era impegnata a realizzare al momento della firma della convenzione. Secondo gli investigatori, quell’area verde, destinata quindi a trasformarsi in fazzoletto di terra, sarebbe potuta essere venduta al Comune con innegabili vantaggi per entrambe le parti. Lo spazio lasciato libero dal parco, sempre secondo il teorema dell’accusa, avrebbe potuto ospitare strutture edilizie e commerciali e, perché no, anche il nuovo stadio e la cittadella viola dei Della Valle. Graziano Cioni, Gianni Biagi, Salvatore Ligresti, Fausto Rapisarda e Gualtiero Giombini sarebbero i personaggi principali intorno a cui ruota l’inchiesta. Gli architetti e docenti universitari Casamonti e Savi, avrebbero un ruolo più marginale, così come quello di Iole Montefusco, un dirigente dell’ufficio urbanistico del comune di Terranuova Bracciolini, indagata in concorso con i due architetti per un reato connesso.
Quello a cui fa invece riferimento il decreto di perquisizione, quel "quanto basta" pronunciato dal procuratore, è sostanzialemente incentrato sulla figura di Graziano Cioni. Si dice che l’assessore alla sicurezza sociale e l’avvocato Fausto Rapisarda, braccio destro di Ligresti a Firenze, avrebbero instaurato un rapporto corruttivo a carattere continuativo, connotato di promesse e dazioni da parte del pubblico ufficiale e da un corrispettivo di atti contrari ai doveri di ufficio. Cioni si sarebbe adoperato per avallare e assicurare l’esito positivo delle iniziative imprenditoriali del gruppo Ligresti ottenendo in cambio utilità anche per congiunti o persone a lui vicine.
Nello specifico si tratterebbe di un immobile di tre stanze in viale Matteotti (per cui sarebbe stato corrisposto un canone mensile di 720 euro), di una gratifica economica in favore del figlio (dipendente di Fondiaria dal 2002) e di un contributo di 30mila euro per finanziare la consegna a domicilio del regolamento di polizia urbana del Comune. Più in generale, dicono i magistrati, Cioni "ometteva di astenersi da ogni decisione inerente l’approvazione e la concreta esecuzione della convenzione urbanistica stipulata il 18 aprile 2005 per lo sfruttamento edilizio dell’area di Castello pur avendo cointeressenze con il gruppo Ligresti, anche tramite il figlio, dipendente di Fondiaria-Sai".
Eppoi l’accusa di violenza privata, le pressioni che Cioni avrebbe esercitato su Marco Bassilichi per far licenziare Sonia Innocenti, rea di avergli preferito Lapo Pistelli nella corsa alle elezioni amministrative. Gli avvocati Pier Matteo Lucibello e Annalisa Parenti, legali di Graziano Cioni e Gianni Biagi, ricorreranno al tribunale del Riesame per il dissequestro del materiale prelevato dai carabinieri e per entrare in possesso degli atti dell’inchiesta. E anche i colleghi Patrizia Polcri e Renzo Ventura, che assitono Fausto Rapisarda, stanno valutando se procedere con la stessa strategia.
Cosimo Zetti
Il progetto 'I muri vivi', realizzato dall' Associazione Auser Territoriale nell'ambito del concorso 'Emergenze Creative', venerdì alle 21.30 in piazza Madonna della Neve, propone al pubblico una performance visiva 'Storia del brigante Stoppa' che verrà proiettata sulla facciata del complesso architettonico le Murate