Il 48% delle italiane, molte di più di quelle di ogni altro paese, europeo o extra europeo, utilizza prodotti a base di erbe. Risultati e problemi sono individuati da una ricerca, pubblicata ieri dalla rivista scientifica internazionale eCAM (Evidence Based Complementary and Alternative Medicine), promossa dall'Associazione Medici Fitoterapeuti (Anmfit, presieduta dal dottor Fabio Firenzuoli) in collaborazione con il Centro di farmacovigilanza della Regione Toscana e con l'Istituto di Farmacologia dell' Università di Firenze
Firenze, 13 novembre 2008 - Aspettare un bambino è percepito come un particolare ritorno alla natura. Dunque niente di più naturale, per una donna incinta, di usare prodotti naturali, ovvero a base di erbe.
Lo fa, senza paura di rischiare, il 48% delle italiane, molte di più di quelle di ogni altro paese, europeo o extra europeo. Risultati e problemi sono individuati da una ricerca, pubblicata ieri dalla rivista scientifica internazionale eCAM (Evidence Based Complementary and Alternative Medicine), promossa dall'Associazione Medici Fitoterapeuti (Anmfit, presieduta dal dottor Fabio Firenzuoli) in collaborazione con il Centro di farmacovigilanza della Regione Toscana e con l'Istituto di Farmacologia dell' Università di Firenze.
Si tratta del primo studio italiano sull'argomento. Obiettivo, ricorda uno degli autori, Francesco Lapi, giovane
ricercatore del Centro regionale di Farmacovigilanza, era di accertare quante donne facciano ricorso a prodotti naturali durante la gravidanza e, in particolare, quanto esse siano coscienti circa il grado di sicurezza di questi preparati.
"Il tema - spiega Firenzuoli - è di estrema attualità. Non solo perché ovunque cresce il consumo dei prodotti naturali (erboristeria, integratori, farmaci vegetali), ma soprattutto perché essi presentano non poche incognite in materia di sicurezza, dal momento che vengono spesso assunti senza alcun controllo o prescrizione medica".
La ricerca ha coinvolto un gruppo di 172 donne a vari stadi di gravidanza e circa una su due ha dichiarato di aver accentuato il consumo di prodotti naturali, una volta incinta, essenzialmente per risolvere problemi comuni come stitichezza, cistiti, stanchezza, anemia. Ciò, paradossalmente, avendo una precisa percezione del rischio di assumere farmaci di sintesi, in particolare nel primo trimestre, ma senza alcun analogo atteggiamento di prevenzione verso i rimedi cosiddetti naturali.
Il 52% del campione li considera infatti più sicuri e il 30% di identica sicurezza. Dunque una percezione del rischio molto bassa. C'è di più. Circa 6 donne su 10 non sono state in grado di descrivere ciò che avevano consumato, prova evidente di disattenzione, di sottovalutazione del rischio e di eccesso di fiducia verso prodotti che, qualificandosi naturali, danno a intendere di non aver bisogno di particolari attenzioni. "Accade
cioè l'esatto contrario - commenta Firenzuoli - di quanto il Ministero della Salute afferma in uno specifico documento sui rischi legati all'uso dei prodotti erboristici e fitoterapici in gravidanza".
Un secondo paradosso emerge inoltre da un'indagine condotta all'Ospedale di Empoli, dove Firenzuoli dirige il Centro di Medicina Naturale, Centro di riferimento per la Fitoterapia della Regione Toscana: la maggior parte di questi prodotti vengono usati proprio nei primi tre mesi della gravidanza, ossia quando i rischi di effetti tossici sul feto sono più elevati.
In conseguenza di queste ricerche il Centro sta preparando una squadra di specialisti (esperti di medicine naturali, ginecologi, pediatri, tossicologi, farmacologi, ecc.) per rispondere dare informazioni garantite su usi e rischi di prodotti naturali per la donna in gravidanza e per il bambino.
Venerdì 14 novembre alle 10, presso la rassegna Dire&Fare alla Fortezza da Basso di Firenze, in occasione della Biennalina, in sala 'conigli e lepri marzoline' si parlerà di Costituzione e Pari Opportunità raccontate ai bambini. Un'insegnante e alcune classi delle elementari rifletteranno insieme, a partire dalle filastrocche, su concetti come diritto, dovere, libertà, uguaglianza, pace, giustizia e dignità