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Permessi invalidi taroccati: la città dei furbi

Una cinquantina i tagliandi contraffatti sequestrati in città dall'inizio dell'anno. C’è il trucco più sofisticato e quello più rudimentale, il permesso fotocopiato e plastificato per poter lasciare la macchina gratis nei posteggi a pagamento. C’è poi chi ha dichiarato due volte di aver smarrito il proprio contrassegno 'invalidi', in modo da riceverne un altro e poterne così usare due, regolarissimi, su più auto

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Vigili urbani Firenze, 15 ottobre 2008 - Le magliette con le cinture di sicurezza 'incorporate', stampate sopra, furono salutate (non da tutti) come classica, simpatica guasconeria napoletana. Quanto a trucchi e a 'fantasia', però, non lasciano a desiderare neanche certi fiorentini. E altri toscani. Tra le diverse battaglie (semafori T-red, autovelox) la polizia municipale ne sta combattendo una, strenua, a colpi di controlli incrociati, contro il traffico sì ma di permessi per invalidi falsificati. O veri, però usati in modo abusivo da chi (per sua fortuna, giova ricordarlo) non ne avrebbe 'titolo'.

 

E’ azzardato definire sistematico il ricorso all’escamotage per varcare senza esborsi le porte telematiche della Ztl. Ma è certo frequente. Non lo argina neppure la scaramanzia. I dati sono consistenti. Tanto per iniziare con gli ultimi in ordine di tempo: 45 i permessi sequestrati dai vigili urbani per 'uso improprio', nel 2008, ultimo quadrimestre di riferimento.

 

In procura sono pendenti almeno due maxi inchieste: una con 150 indagati, l’altra con 'appena' dieci, ma in questa è stata ipotizzata anche l’esistenza di un’associazione per delinquere. Tra gli indagati, anche un legale. Ancora semi avvolto dalla nebulosa del segreto istruttorio il legame ‘operativo’ tra gli indagati, o almeno tra alcuni di loro. Il primo sviluppo del caso ha portato al sequestro di tre telepass abbinati ai contrassegni invalidi e di quattro permessi.

 

"Davvero è stata una scoperta sorprendente - commenta l’assessore alla Sicurezza Graziano Cioni - in ogni caso siamo, è bene ribadirlo, fermamente intenzionati a proseguire su questa strada di contrasto al fenomeno". Assicura infatti Cioni che "il Comune si costituirà parte civile per ottenere il risarcimento derivante dal mancato introito delle contravvenzioni che sarebbero state altrimenti comminate". A inizio primavera, il danno stimato dall’amministrazione ammontava - solo in relazione ai coinvolti di questa seconda indagine - in oltre 100mila euro "perché in certi casi i permessi hanno consentito centinaia e centinaia di passaggi attraverso le porte telematiche". Senza contare, aveva aggiunto l’assessore, i ricorsi persi sulla base delle false dichiarazioni di alcuni ‘titolari’ dei permessi. Allo studio dei legali del Comune la possibilità di inserire, tra le richieste, anche i danni all’immagine.

 

C’è il trucco più sofisticato e articolato, c’è quello più rudimentale, il permesso fotocopiato e plastificato per poter lasciare la macchina, a gratis, nei posteggi a pagamento. C’è poi chi, come un 58enne, ha dichiarato, due volte, di aver smarrito il proprio contrassegno 'invalidi', in modo da riceverne un altro e poterne così usare due, regolarissimi, su più auto, in contemporanea. Il caso è di pochi giorni fa. Il giudice ha disposto una perquisizione nell’abitazione del titolare del 'doppio permesso' dopo che gli agenti avevano individuata una delle sue macchine in sosta sullo spazio invalidi intestato ad altra persona. E, esposto sul cruscotto, uno dei permessi dichiarati 'perduti'. I nonni: farebbero di tutto per i nipoti, che però se ne approfittano prendendo in prestito (abusivo) i loro contrassegni. E qualcuno, sono casi ufficiali, si fa prestare quello di genitori e fratelli. Tanto rimane tutto in famiglia. Inutile ricordare che il ‘pass’ in questione non è cumulativo, ma strettamente personale. Né ci si ferma davanti ai morti. A fine settembre un 61enne ha esposto un permesso intestato ad altra persona deceduta da alcuni mesi. Tutti questi ‘titolari’ di pass invalidi sono stati denunciati, con il contestuale sequestro dei permessi.

 

Le 'fattispecie' degli stratagemmi, come si vede, sono tante e diverse. Variano, diciamo così, a seconda delle esigenze. Ma le denunce fioccanno di pari passo, quando per un reato, quando per l’altro, quando per tutti insieme: truffa, sostituzione di persona, e ancora falsità materiale e ideologica. Non ‘robetta’ di poco conto.

Giovanni Spano










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