Prima la deposizione di una corona alla stele dei caduti sul lavoro in piazza Unità d’Italia, poi il corteo per le strade del centro e la Messa in Duomo e infine la cerimonia nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Queste le iniziative organizzate dall’Anmil (l’associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro)per celebrare anche a Firenze la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro
Firenze, 13 ottobre 2008 - PRIMA la deposizione di una corona alla stele dei caduti sul lavoro in piazza Unità d’Italia, poi il corteo per le strade del centro e la Messa in Duomo e infine la cerimonia nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
Queste le iniziative organizzate dall’Anmil (l’associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro)per celebrare ieri anche a Firenze la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.
In Palazzo Vecchio sono stati consegnati i brevetti e i distinti d’onore ai grandi invalidi da parte dell’Inail. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Leonardo Domenici, il presidente della Provincia Matteo Renzi, l’assessore regionale alla salute Enrico Rossi. Dopo il saluto del sindaco, la relazione introduttiva è stata affidata al presidente provinciale dell’Anmil, Romano Montini, la cerimonia è stata infine conclusa dalla senatrice Silvia Della Monica (Pd).
L’assessore al lavoro del Comune, Riccardo Nencini, che ieri mattina ha deposto la corona, ha commentato: «Una giornata particolarmente significativa perchè l’Anmil in questa fase testimonia un’urgenza di tutta la società toscana. Soprattutto ora che sembra essersi dissolto il patrimonio di sicurezza sul lavoro che si era accantonato con l’esperienza del sottoattraversamento dell’Appennino. Gli incidenti accaduti nelle ultime settimane ci hanno riportato a una terribile realtà dove forte è l’imperativo che di sicurezza non ce n’è mai troppa».
Martedì 14 ottobre alle ore 18 alla libreria Feltrinelli in via de’ Cerretani, 30/32r, la cantante Nada Malanima presenta il suo libro 'Il cuore umano', uno spaccato, poetico e corale, della vita nella campagna toscana degli anni Cinquanta, attraverso gli occhi e la voce di Nada bambina