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"Addio a questo volontariato". E' diventato un business

Lo strappo è consumato: Confederazione addio, arriva la Compagnia delle Misericordie. Una scissione in piena regola e i motivi del distacco sono netti, profondi. Oltretutto la Compagnia porta il timbro della Misericordia di Firenze, la più antica e titolata, con alle spalle sette secoli di vita e una lunga serie di benemerenze autentiche. Come a dire che se ne è andato un pezzo importante della storia del volontariato cattolico in campo sociale e sanitario

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Firenze, 9 ottobre 2008 -  Lo strappo è consumato: Confederazione addio, arriva la Compagnia delle Misericordie. Una scissione in piena regola e i motivi del distacco sono netti, profondi. Oltretutto la Compagnia porta il timbro della Misericordia di Firenze, la più antica e titolata, con alle spalle sette secoli di vita e una lunga serie di benemerenze autentiche. Come a dire che se ne è andato un pezzo importante della storia del volontariato cattolico in campo sociale e sanitario.
 

 

Andrea Ceccherini, provveditore della Misericordia di piazza del Duomo, alla quale si è poi unita quella di Rifredi, annuncia che la Compagnia si diffonderà a livello regionale e che ci sono diverse Confraternite che stanno valutando la situazione in attesa di prendere una decisione.
 

 

Una scissione è sempre un fatto doloroso e in qualche modo traumatico. Lo avete valutato?
«Ci saremmo attesi, anche dopo una serie di autorevoli tentativi di mediazione, una reale disponibilità alla riflessione da parte della Confederazione e invece non ci sono stati segnali ma solo operazioni di facciata».
 

Si dice che volevate contare di più all’interno della Confederazione, che in qualche modo il vostro era un problema di posti.
«Abbiamo sollevato anche un problema di rappresentatività perchè le Misericordie più grandi non possono avere lo stesso peso di quella di una piccola frazione, e sollecitavamo una contribuzione equa e giusta. Ma quello che ci stava e ci sta più a cuore è una sterzata, un segno tangibile verso la riscoperta del significato autentico del volontariato puro, oggi condizionato da troppe logiche economiche».
 

 

Questo è un problema centrale che investe tutto il mondo del volontariato, alle prese con una crisi di adesioni e da difficoltà a far fronte a tanti servizi che hanno certamente un costo.
«Bisognerebbe chiedersi il perchè: ci sono volontari che quando si accorgono che c’è una logica economica si tirano indietro. Ci sono associazioni del volontariato, comprese purtroppo Misericordie, che sono nate per avere le convenzioni. Purtroppo nel nostro mondo, e in particolare nella Confederazione, hanno preso il sopravvento parole come convenzioni e rimborsi. Nella trattative con le Regioni e con le Asl si parla solo o quasi di soldi e sembrano trattative sindacali, ma il nostro spirito è diverso».
 

Le ambulanze viaggiano con la benzina che costa sempre di più e così le attrezzature. Difficile trovare un’alternativa alle convenzioni.
«Noi siano nati in nome della carità cristiana e dello spirito di gratuità. Le convenzioni esistono da meno di trent’anni e da allora ci siamo legati sempre di più al sistema pubblico, fino ad esserne in parte condizionati. Abbiamo sempre vissuto sulla base delle oblazioni e delle donazioni e con l’aiuto della Provvidenza assicurando i servizi a chi ne ha bisogno a prescindere dai rimborsi e dalle convenzioni».
 

Ma del volontariato c’è assolutamente bisogno, per esempio per l’emergenza e l’urgenza, e in qualche modo voi parlate di tagliare il cordone che lo lega al servizio sanitario. che potrebbe andare in crisi.
«L’emergenza e urgenza deve essere integrata nel servizio sanitario regionale e deve funzionare con medici e infermieri specializzati, con l’apporto di volontari ben formati. A volte l’ordine non è questo e al primo posto ci sono i volontari. Non va bene. Per il resto ognuno deve fare il suo ruolo. Perchè si fanno utilizzare i volontari della protezione civile per spostare le transenne o per regolamentare il traffico? Questo non è il loro compito».
 

I problemi che voi ponete non chiamano in causa solo la Confederazione ma le Misericordie a tutti i livelli, il volontariato nel suo complesso e in parte le stesse istituzioni pubbliche.
«Sì, ma le logiche economiche hanno distratto i vertici della Confederazione che è diventata una grande Misericordia, mentre invece dovrebbe essere un’altra cosa: è venuto meno lo spirito originario».

Pierandrea Vanni










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