A Dick Parsons, 're' di Time Warner (Cnn, Time, Fortune, Sport Illustrated, Hbo, Warners Bros, New Line Cinema, Aol) è stato assegnato il Premio Osservatorio Giovani-Editori, il primo della serie, creato, sottolinea il presidente dell’Osservatorio Andrea Ceccherini, "per premiare la leadership, merce rara, difficile da reperire"
Firenze, 8 ottobre 2008 - "La crisi economica è un pericolo anche per i media: siamo un po’ come a Ground Zero, e tanto il biglietto del cinema quanto il giornale ci sono dentro. Ma ne usciremo. I am american, we are optimist: io sono americano, noi siamo ottimisti".
In effetti, a vederlo, con quell’aria da gigante buono che sembra uscito da tanti dei film prodotti magari dalla sua major, Richard ‘Dick’ Parsons (nella foto con Andrea Ceccherini) ispira a prim’acchito fiducia e simpatia. Quella fiducia che lui, gigante a capo di un gigante dell’editoria e della multimedialità (Time Warner vuol dire tra gli altri Cnn, Time, Fortune, Sport Illustrated, Hbo, Warners Bros, New Line Cinema, Aol) trasmette ogni giorno ai suoi 90mila dipendenti.
E si accomuna a tutti loro, dal primo all’ultimo, uomini e donne, mentre riceve emozionato il Premio Osservatorio Giovani-Editori, il primo della serie, creato, sottolinea il presidente dell’Osservatorio Andrea Ceccherini, "per premiare la leadership, merce rara, difficile da reperire".
E assegnato a mister Parsons, spiega la motivazione, "per la solida e riconosciuta leadership di cui ha dato prova nel guidare quel difficile e complesso processo di innovazione nel mondo dei media": un riconoscimento al ruolo di ‘traghettatore’ del gruppo verso le frontiere delle nuove tecnologie.
"La sua difficile scommessa — gli riconosce il rettore dello Iulm, Giovanni Puglisi — sull’unione tra reale e virtuale fu l’inizio di una nuova convergenza nel mondo dei media, e dopo l’iniziale rischio di tracollo si è rivelata una scommessa vincente, ha segnato una rotta con una parola d’ordine: qualità".
E qualità è il concetto che Parsons non si stanca mai di proporre: nell’incontro pomeridiano con 250 studenti delle superiori, che rappresentano il milione e mezzo di teenager raggiunti dal Quotidiano in Classe, e che lo tempestano di domande; nel breve discorso che tiene alla consegna del premio.
Ci sono Marisa Monti Riffeser e Matteo Riffeser, presidente e consigliere d’amministrazione della Poligrafici Editoriale, socio fondatore dell’Osservatorio; ci sono politici ed esponenti della finanza, direttori di giornali ed esperti di telecomunicazioni. E Parsons ripete: fiducia nel futuro, se si lavorerà con la qualità e per la qualità. Lo sguardo del Gigante Buono che fa ottimo Brunello a Montalcino (e ne è orgoglioso) abbraccia ovviamente l’orizzonte americano, ma la ricetta può essere valida per tutti: "Notizie curate, precise — raccomanda — e attendibili, perché il pubblico poi si affeziona a chi gliele sa dare. Per questo la carta stampata non morirà mai, perché la gente vuole sempre le notizie, la cronaca".
Quello che cambierà di certo, avverte, dovrà essere semmai la "distribuzione dell’informazione, non più un solo centro che distribuisce, come può essere oggi la tv o la radio, ma un rapporto più diretto, uno a uno, come già avviene per esempio con i blog, in cui tutti sono in grado di attingere notizie da chi le diffonde, ed interagire con la fonte".
Paolo Pellegrini
Spazio alla solidarietà per ricordare Tommasino Bacciotti, scomparso a due anni per una malattia terribile. Appuntamento in piazza della Repubblica, sabato 11 ottobre, per raccogliere fondi e costruire la 'casa di Tommasino'. Con un’offerta libera si potrà ottenere un piatto con disegnata una farfalla, logo della fondazione, realizzato dai negozi Richard Ginori