Il titolare di un bamco è stato ferito e minacciato da abusivi in fuga. L'uomo è dovuto andare all’ospedale per una sospetta frattura. Ma quello che più preoccupa l'uomo e sua moglie è il clima di costante pericolo e d’intimidazione che dicono di vivere ogni giorno
Firenze, 27 settembre 2008 - NEL SOUK di San Lorenzo, quando tira aria di divise, i venditori ambulanti senegalesi scappano, si lanciano di corsa come cavalli all’impazzata, travolgendo tutto e tutti. Niente di casuale, è una tecnica-diversivo per impegnare i controllori nel soccorso di persone sbattute per terra.
E’ accaduto alcuni mesi a una turista franco-sudafricana, che battè la testa; è accaduto ieri pomeriggio ad Asghar, 57 anni, iraniano, da trent’anni a Firenze con la moglie, 'Ghissu' (è il suo soprannome), 48, due figli, una di 24 laureanda in veterinaria, un maschio di 20 che sono cittadini italiani. Asghar e signora gestiscono un banco al mercato, in via del Canto dei Nelli, proprio di fronte all’hotel Giada. E’ dovuto andare all’ospedale per una sospetta frattura, in serata l’hanno dimesso, tutto bene. Soltanto, si fa per dire, una caviglia molto gonfia.
Ma non è tanto l’infortunio a un piede che preoccupa i due. E’ il clima di costante pericolo e d’intimidazione che dicono di vivere ogni giorno. Lei lo descrive partendo dall’episodio avvenuto tra le 17,30 e le 18. "Mio marito — racconta la signora — stava parlando con un cliente quando abbiamo visto arrivare di corsa questi venditori. Un numero impressionante di persone, non 4-5. Abbiamo avuto paura, subito dopo ho visto mio marito a terra, dolorante. Ha detto di aver preso una pedata. Secondo me lo hanno fatto apposta. Ho cercato aiuto".
Il peggio sembrava passato. Invece doveva ancora arrivare. Con l’uomo in ospedale, lei è rimasta lì, da sola, con la figlia. "E uno di quegli uomini è venuto a minacciarci, a dire che non dovevamo raccontare alla polizia che era stato lui a colpire mio marito, che lui ha chiamato ‘quell’iraniano di m...’. Ha detto che era stato lui a prendere un calcio. Impossibile, infatti all’ospedale ci è andato mio marito, non lui. E allora dopo queste minacce, anche a mia figlia, sono andata alla polizia, perché ho avuto paura".
LA POLIZIA cui si riferisce ‘Ghissu’ è il camper parcheggiato nella vicina piazza Madonna degli Aldobrandini, per controllare da vicino e in modo sistematico la situazione. E raccogliere denunce. Dopo che la signora si è rivolta agli agenti, questi hanno rapidamente identificato il senegalese, di 37 anni. Per la eventuale denuncia di lesioni, non gravi, dipenderà o meno dalla querela che vorranno eventualmente presentare Asghar e la moglie.
Ma esiste un precedente, tra i due? "Abbiamo discusso più volte, gli abbiamo detto di non mettersi a vendere davanti al nostro banco. Quelli, però, continuano. E hanno atteggiamenti sempre più minacciosi. Mi ha detto anche, quell’uomo, di stare attenti perché altrimenti — e parlava di mio marito — ‘gli faccio qualcosa che non cammina più’. Non ce la facciamo. Non ci sentiamo davvero protetti. Parlo al plurale perché non è solo un problema della mia famiglia, ma di tutti i commercianti di questa zona. Non si vive. La polizia non può fargli nulla".
L’africano identificato, a quanto risulta dai primi accertamenti, sarebbe stato denunciato, in estate, dai titolari di una pizzeria della zona, che dopo un litigio, l’ennesimo che si accende ogni giorno a ogni ora del giorno in questa parte di centro tormentata, si sarebbero sentiti dire ‘mi divertirò con tua figlia...’.
Giovanni Spano
Tanto verde nel cuore antico della città. E' sbocciato un bel prato in piazza Santa Maria Novella. E' parte del progetto di 'rinascita' della piazza