Aumentare del 50 per cento le possibilità di guarire dalla leucemia con diagnosi e terapia precoce: è l'obiettivo del progetto LUCE, promosso da una task force di medici e associazioni di pazienti, guidata dal professor Alberto Bosi, primario dell'ematologia di Careggi. Il progetto Leukemia, Unit, Careggi, Enterprise (LUCE) sarà presentato sabato 27 settembre in un seminario
Firenze, 25 settembre 2008 - Aumentare del 50 per cento le possibilità di guarire dalla leucemia con diagnosi e terapia precoce: è l'obiettivo del progetto LUCE, promosso da una task force di medici e associazioni di pazienti, guidata dal professor Alberto Bosi, primario dell'ematologia di Careggi. Il progetto Leukemia, Unit, Careggi, Enterprise (LUCE) sarà presentato sabato 27 settembre in un seminario.
"Secondo uno studio dell'Università di Houston - dichiara Bosi - la diagnosi precoce e una terapia
idonea entro 5 giorni dall'accertamento della malattia consentono di incrementare dal 20 al 40 per cento le possibilità di sopravvivenza dei malati. I dati dello studio americano si basano su quasi 2000 pazienti sottoposti a chemioterapia antileucemica. Per questo è necessario avviare una rivoluzione culturale, organizzativa e logistica del sistema assistenziale dedicato alla cura delle leucemie, per costruire un percorso terapeutico impostato sull'urgenza".
"La corsa contro il tempo è anche una lotta contro le infezioni alle quali i pazienti con leucemia sono particolarmente esposti e che una volta contratte non consentono di procedere con le opportune terapie. Per questo è necessario dotare i reparti di ematologia di sistemi sempre più avanzati ed efficienti per purificare l'aria, non solo durante il percorso terapeutico, ma anche in funzione preventiva per i successivi interventi di trapianto
di midollo".
A Careggi al luglio del 2008 sono arrivati 48 nuovi pazienti con diagnosi di leucemia acuta, con una media di 8 malati al mese; dal 1988 sono stati eseguiti 1191 trapianti di midollo con ricoveri generalmente non superiori alle 5 settimane, numeri che fanno dall'Azienda ospedaliero universitaria un centro di riferimento a livello nazionale.
"Pensiamo che il progetto LUCE - conclude Bosi - con l'aiuto di donazioni private e del contributo essenziale delle
associazioni partecipanti, AIL Firenze, Prato e Pistoia, Giacomo Onlus, Associazione SEBI Onlus e Lions Club di Firenze e di numerosi enti, possa dare un concreto contributo alla costruzione di una nuova strategia terapeutica contro queste gravi malattie del sangue".
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